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SIENA

Le forme in movimento di Mario Ceroli

La città di Siena dedica una grande restrospettiva a Mario Ceroli, che quest'anno ha disegnato anche il Palio per la carriera dell'Assunta. Nel complesso di Santa Maria della Scala e in altri punti della città sono esposte alcune delle sue opere più celebri

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ceroli SIENA, giugno 2008 -  Al vincitore del Palio dell’Assunta andrà il drappellone di Mario Ceroli. Ma in attesa della carriera di agosto, Siena dedica al maestro dell’arte povera una monografica nel complesso di Santa Maria della Scala, dal titolo Mario Ceroli, l’arte in movimento, a cura di Achille Bonito Oliva e Omar Calabrese, promossa da Comune di Siena e Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Fino al 7 settembre sono esposte una selezione di opere di grande impatto, straordinarie per dimensioni e forza espressiva, installate anche in alcuni luoghi “franchi” del centro storico, spazi con un significato preciso nella geografia contradaiola. Mario Ceroli si cimenta ancora una volta con l’idea stessa del movimento, cercando di risolvere il paradosso teorico che vuole la scultura “fissa” e “immobile”, ma sempre tesa a scoprire come far evincere la mobilità insita nelle sue figure. E lo fa da una prospettiva nuova, quella offerta dalla festa senese. Il tema equestre è affrontato nella celebre Battaglia, un insieme di sagome di legno rappresentanti un gruppo di cavalli nell’atto di attaccare, sovrastati da lance colorate che ricorda le celebri composizioni rinascimentali di Paolo Uccello. L’opera, per la forza che esprime, rimanda a uno dei momenti fondamentali della corsa: la mossa, e sarà collocata all’interno delle Logge del Papa, a due passi da Piazza del Campo.
A distanza di qualche metro, protagoniste ancora alcune figure di cavalli, all’interno della suggestiva Loggia della Mercanzia e nella piazza di San Domenico. Nel cortile di Palazzo Chigi Saracini, sede Accademia musicale Chigiana, è collocata Maestrale (1992) un’onda realizzata interamente in schegge di vetro. Altre opere di forte impatto sono il Sole posizionata all’interno della limonaia di Rocca Salimbeni storica sede della Banca Monte dei Paschi di Siena; e all’interno del Complesso museale Santa Maria della Scala Discorsi platonici sulla Geometria con i suoi 8 personaggi e La Cina (1966), dove coesistono sagome di figure umane ritagliate nel legno grezzo, ripetute in modo ossessivo. Infine in Piazza del Duomo, la celebre Scala, esempio di come l’artista si muova agevolmente tra simbolo e realtà, scegliendo di lavorare su materiali naturali, primo fra tutti il legno (ma anche la terra, il vetro, il ghiaccio) per porre l'accento sull'elemento primario, sul senso emergente delle cose reali, sul valore simbolico dell'opera, sul gesto fondante dell'artista. Con gesto dissacrante, Ceroli destituisce del suo valore il materiale aulico e "nobile" della scultura, investendo di una nuova e forte capacità di rappresentazione il materiale naturale e povero.
Si può inoltre visitare su prenotazione l’opera Sfera armillare collocata nel giardino di Villa Brandi a Vignano, scultura che faceva parte della scenografia realizzata dall’artista per il Riccardo III di Shakespeare nel 1968.
Il catalogo a cura di Achille Bonito Oliva e Omar Calabrese, edito da Protagon Editori Toscani, contiene anche scritti di Maurizio Bettini, Tommaso Trini, Mariano Apa, Massimo Bignardi, Guido Rebecchini, Stefano Jacoviello e Bernardina Sani.
Fino al 7 settembre; tutti i giorni compresi i festivi dalle 10.30 alle 18.

 









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