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CASENTINO

Parto 'telecomandato' dalla centrale
Medico istruisce i volontari via radio

Era ormai troppo tardi per il trasferimento in ospeldale, così i volontari del 118 l'hanno fatta partortire in casa, a Montemignaio, seguendo le istruzioni via radio del medico della centrale. Il bambino, tre chili e mezzo, ora è in ospedale, ma a breve tornerà nella casa dove è nato, grazie a un piccolo miracolo organizzativo

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Un reparto di neonatologia Arezzo, 11 febbraio 2008 - Dorme della grossa il bimbo nato in casa 'partorito via radio', forte del suo giorno scarso di vita. Ma per fortuna intorno a lui non ha dormito nessuno. Non ha dormito, e ci mancherebbe altro, la mamma, colta dalle doglie quando ancora non se lo aspettacva. Non ha dormito il babbo, che le è rimasto a fianco. E soprattutto non hanno dormito i volontari del 118: che sono riusciti a far partire la donna seguendo le indicazioni via radio. Miracoli della comunicazione? No, semmai un piccolo miracolo organizzativo.

 

Che il neonato, un frugoletto dalle guance tonde di circa tre chili e mezzo di peso, si gode dormendo nel suo lettino di ospedale . Ma presto tornerà a casa. Tornerà, esatto, perché è a casa che è nato. Una casa di Montemignaio, da cui nottetempo è partito l’allarme. "Correte, mia moglie sta per partorire",. E il 118, come si dice ad Arezzo, non ha inteso a sordo. E’ corso, corso a perdifiato per le strade, splendide ma maledette, del Casentino. Corso per raccogliere la donna e trasportarla all’ospedale di Bibbiena.

 

Ma quando sono arrivati la situazione era ormai decisamente avanzata. Il piccolo non aveva ancora messo la testa fuori ma cverto aveva già posto le basi per affacciarsi. A quel punto rimettersi in strada sarebbe stato inutile e probabilmente dannoso. Che fare? I volontari non si sono persi d’animo. Si sono attaccati al telefono. Dalla parte di là, a qualche decina di chilometri, un medico si piazza al loro fianco. E comincia a guidarli.

 

Guidarli nelle operazioni che certo nessuno di loro poteva conoscere. Mettono tranquiilla la donna, sistemano meglio il letto e poi seguono tutti i momenti del parto. "Spinga, spinga" le ripetono nei momenti decisivi, proprio come i ginecologi più provetti. E di là la voce, tranquilla e sicura del medico, continua a consigliarli. "Girate la testa al bimbo, battetegli sulle spalle appena è nato".

 

Al primo vagito, quello che tradizionalmente segna lo scampato pericolo, sorridono i volontari, esulta il marito e perfino il 'dottor Kildare' dall’altra parte del telefono non nasconde un sospiro di sollievo. "Ora legate il cordone ombelicale": in fondo basta una molletta. ma ormai è tutto fatto. Mamma e bambino vengono caricati in ambulanza e dopo qualche minuto sono a Bibbiena. Con calma, a quel punto non c’è davvero bisogno di correre. Se non per rimboccare le coperte al piccolo, che dopo il primo vagito è decisamente esausto. E per raccogliere i complimenti di tutto il reparto di ostetricia e ginecologia. "Un bel lavoro, bravi" esclama un medico: e almeno questo glielo dice a voce, resistendo alla tentazione di fargli un’ultima telefonata.

Alpi










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Paolo Rossi

'Pablito' in biblioteca

Giovedì 14 febbraio alla 18 la Biblioteca Città di Arezzo ospiterà Roberto Perrone, giornalista sportivo del 'Corriere della Sera' e il 'Pablito' indimenticabile campione del mondo e capocannoniere di Spagna ’82, Paolo Rossi. L’incontro è dedicato alla presentazione del libro di Perrone La lunga (Garzanti 2007) in dialogo con Paolo Rossi