Apparentemente era un'associazione di bengalesi battezzata ' Bangladesh Eurocooperativa Arezzo Italia', raccoglieva fondi per iniziative benefiche per i bambini e per la costruzione di strutture nel paese. Sgominata finta associazione benefica
Arezzo, 11 marzo, 2008 - Estorsione, minacce, lesioni. Non è poi tanto leggera l’accusa che pesa su sette bengalesi che con spirito imprenditoriale degno di miglior causa avevano messo su in città un’aziendina specializzata in pizzo e tagliegglio. Per tutti il pubblico ministero che ha coordinato le indagini ha chiesto al Gip il rinvio a giudizio.
C’erano troppe risse in giro. E poi questi bengalesi sono in genere pacifici, non picchiano e non si picchiano tranne casi rari. Eppure, come funghi spuntati nel bosco all’improvviso, scoppiavano qua e là estemporanei focolai. Un alterco a Saione, un’aggressione in Guido Monaco, una furibonda rissa davanti alla stazione. Bengalesi? si chiedevano sconcertati glia genti che accorrevano sul posto. Sì, proprio bengalesi e in un caso un paio di loro erano sttai pure fermati. Ma la squadra mobile di Marco Dalpiaz è andata oltre. I conti non tornavano, non era possibile che di punto in bianco una comunità pacifica e integrata si fosse trasformata in una mezza polveriera. In certe situazioni bisogna cominciare dall’Abc per trovare il capo del filo, soprattutto quando è sfuggente. E gli agenti hanno imboccato subito la poista buona, ovvero il monitoraggio continuo degli accessi dei bentgalesi al pronto soccorso. Già, nelle risse ci scappavano pure i feriti, una decina con tanto di referto più altri ancora che presumibilmente avevano preferito curarsi in casa propria.
Trovati i bengalesi col referto medico, iniziava la seconda parte dell’opera: convincere qualcuno a parlare, a rompere il muro di omertà all’interno di un’etnia che tende ad autoproteggersi e forse a lavare i panni sporchi in famiglia. Ma alla fine c’è chi ha parlato e ha ricostruito la storia di questa fantomatica associazione che era stata battezzata 'Bangladesh Eurocooperativa Arezzo Italia'. Raccogliamo fondi per iniziative benefiche, andavano a dire i sette soci fondatori. Aiutiamo i bambini del nostro Paese, diamo una mano ai bisognosi. E ancora: partecipiamo alla costruzione di nuovi alberghi, se torni in patria un posto di lavoro non te lo toglie nessuno.
In molti dicevano sì anche perché la somma richiesta non era ingente, cinquanta o cento euro al mese. La storia è andata avanti per un po’ di tempo fino a quando qualcuno si è scocciato, ha detto basta non vedendo contropartita, ha sbattuto un rifiuto di fronte alle insistenze di chi chiedeva soldi. La vera natura dell’associazione si è così dispiegata. Chi non pagava veniva punito con minacce e soprattutto aggressioni a colpo di catena, di solito utilizzando gli antifurto di motorini e biciclette. Gli agenti hanno trovato le catene nelle perquisizioni domiciliari, insieme allo statuto dell’associazione, all’organigramma, alle matrici dei versamenti. Mancava l’ultimo tassello, l’accertamento sui conti correnti: detto fatto, il giro scoperto è statio di 18 mila euro. Nemmeno uno era stato mandato in Bangladesh.
Sergio Rossi
Pronto il programma del 26esimo Festival ufficiale della Federazione italiana dei Cineclub che si terrà dal 22 al 26 aprile a San Giovanni Valdarno. Alla manifestazione parteciperanno numerosi personaggi, tra questi, Daniela Poggi, Chiara Sani, Alessandro Haber(nella foto), Nino D'Angelo, Camila Raznovich e Fabio Troiano