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CASTIGLIONCELLO

"Da Fattori a Corcors a Ghiglia"

«Da Fattori a Corcors a Ghiglia, viaggio pittorico a Castiglioncello tra ’800 e ’900» è il titolo della mostra al Castello Pasquini di Castiglioncello che racconta un nuovo capitolo dell'avventura dei Macchiaioli.

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corcos CASTIGLIONCELLO, luglio 2008 - Ancora la Costa Etrusca e ancora la terra dei Macchiaioli per raccontare quella straordinaria stagione della pittura italiana che dal Naturalismo porta verso le istanze del nuovo secolo .«Da Fattori a Corcors a Ghiglia, viaggio pittorico a Castiglioncello tra ’800 e ’900» è il titolo della mostra aperta a Castello Pasquini organizzata dal Comune di Rosignano Marittimo e curata da Francesca Dini. La stessa storica dell’arte che insieme al Centro per l’Arte «Diego Martelli» e alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze ha già esplorato questo particolare angolo di Toscana in cui per decenni si sono incontrati artisti e intellettuali direttamente in contatto con la cultura della Parigi di fin-de-siècle. In mostra oltre 70 dipinti, per un percorso espositivo che parte da una selezione di opere dei Macchiaioli (da Fattori, Borrani, Abbati, Signorini, Sernesi) e prosegue fino alle ultime creazioni di Silvestro Lega, Adolfo e Angiolo Tommasi, Francesco Gioli e Niccolò Cannicci. Tra le opere presentate c’è anche la tavoletta Lega che dipinge sugli scogli di Giovanni Fattori, che non era esposta da oltre 20 anni.
A ricollegare la "corte" artistica di Diego Martelli a Castiglioncello con la Parigi della Belle Epoque ci sono gli eleganti ritratti di Vittorio Corcos che ricompongono un’eccezionale collezione d’arte nata in quei luoghi negli anni ’20 e ’30, costituita da un nucleo di opere inedite di Oscar Ghiglia, Mario Puccini e Medardo Rosso. A questo contesto novecentesco si collega un ricco nucleo di fotografie e documenti d’epoca riferiti ai luoghi e ai personaggi evocati dai dipinti, che illustrano le relazioni e le amicizie tra artisti, letterati, musicisti, uomini di teatro - da Pietro Mascagni a Arturo Toscanini, da Giovanni Papini a Silvio d’Amico, da Renato Fucini a Luigi Pirandello, e molti altri ancora - che lasciarono una traccia indelebile nella vita culturale di questo tratto di litorale.
La mostra si articola in quattro sezioni. La prima è dedicata a I Macchiaioli: all’origine dell’identità culturale del territorio.
Fino al 1860 Castiglioncello fu un luogo solitario alle porte della Maremma; ma la presenza di Diego Martelli avviò una vera e propria colonizzazione di quella terra di primitiva e intatta bellezza, trasformandola nel principale teatro operativo dei Macchiaioli, e questo territorio divenne una sorta di “paesaggio morale” capace di incarnare nella sua purezza i valori risorgimentali della nascente Italia.
Sono esposte in questa sezione opere di Telemaco Signorini, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, Vincenzo Cabianca, Nino Costa, Giovanni Fattori.
La seconda è intotolata Lega al Gabbro, i Tommasi a Crespina, i Gioli a Fauglia, Cannicci alla Cinquantina. Gli stretti legami di amicizia e di consuetudine che legarono alla Villa Martelli di Castiglioncello i cenacoli culturali rappresentati dalla Villa Bandini al Gabbro (dove operò Silvestro Lega), dalla villa dei Tommasi a Crespina e dalla villa Gioli a Fauglia disegnarono una sorta di tracciato geografico-culturale, perfettamente evocato dalle opere dei pittori macchiaioli e tardo macchiaioli, opere attraverso le quali si condusse l’evoluzione del linguaggio espressivo dei toscani verso il Naturalismo. Sono esposte in questa sezione dipinti realizzati al Gabbro da Silvestro Lega e opere di Francesco Gioli, Eugenio Cecconi, Angiolo e Adolfo Tommasi. Ospite della Villa Guerrazzi alla Cinquantina, Niccolò Cannicci lavorava verso il 1896 a due dei suoi più importanti dipinti “Estate” e “Gramignaie al fiume”, opere caratterizzate da una pennellata abbreviata e vibrante, in sintonia con i modi dell’impressionismo internazionale.
La terza sezione racconta le "Suggestioni artistiche internazionali nella Castiglioncello fin-de-siècle: Corcos, Faldi e Gordigiani
Nel 1889 il Barone Fausto Lazzaro Patrone, discendente di una famiglia di emigranti che aveva fatto fortuna in sud-America, acquistava le proprietà di Martelli e dava inizio alla costruzione del castello medievaleggiante, oggi noto come Castello Pasquini. Desideroso di fare di Castiglioncello una florida località turistica, Patrone contribuì a disegnare il volto della cittadina. Tra coloro che acquisirono dal Barone appezzamenti di terreno sottostando alla clausola di edificarvi una villa ci fu il ricco pittore Vittorio Corcos che, reduce dai suoi successi di ritrattista di fama internazionale, era solito trascorrere lunghi periodi di riposo a Castiglioncello. Numerosi dipinti, anche di grande dimensione e impegno, rivelano il profilo primo-novecentesco della costa e il riaffermarsi di una ritrovata saldezza formale e disegnativa, secondo il gusto imperante nei circuiti espositivi internazionali. I Corcos frequentavano a Castiglioncello la villa di Renato Fucini, non diversamente da Michele Gordigiani che a Castiglioncello possedeva la splendida dimora affacciata sul Porticciolo. Infine, la quarta sezione, è dedicata a Oscar Ghiglia e Mario Puccini nella collezione di Romolo Monti. Nel 1910 Romolo Monti conobbe il Barone Patrone ed acquistò da lui alcuni terreni in prossimità del Porticciolo. Nel 1912 edificò l’hotel Miramare e l’anno successivo conobbe Oscar Ghiglia e strinse amicizia con Mario Puccini. Nel corso del primo conflitto mondiale si rafforzò l’amicizia con Ghiglia e Monti cominciò a collezionare le opere di entrambi i pittori, nonché le sculture dell’amico Medardo Rosso. In larga parte inedita, la collezione Monti, dispersa nel corso dei decenni, viene nuovamente riunita in occasione di questa esposizione.
Fino al 2 novembre; tutti i giorni dalle 16 alle 24 (fino al 7 settembre); dalle 9 alle 19 fino al 2 novembre; chiuso il lunedì

 

 









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