Nella sale di Villa Bertelli al Forte dei Marmi è allestita la mostra antologica dedica a Riccardo Tommaso Ferroni, pittore figurativo di grande talento che raggiunse una fama internazionale, che percorse gran parte delle correnti pittoriche contemporanee alla riscoperta della figurazione classica.
FORTE DEI MARMI, luglio 2008 - La Versilia rende omaggio a Riccardo Tommaso Ferroni (Pietrasanta 1934 - Pieve di Camaiore 2000), con un'antologica - la prima così completa realizzata in Italia - nelle sale di Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Pittore figurativo di grande talento che raggiunse una fama internazionale, Riccardo Tommaso Ferroni percorse gran parte delle correnti pittoriche contemporanee alla riscoperta della figurazione classica. Secondo Philippe Daverio, curatore della mostra, Riccardo Tommasi Ferroni è un “personaggio alternativo, che non rientra fra quegli artisti del XX secolo catalogati forse guardando più all’aspetto commerciale che geniale. La sue pittura, a differenza di altre, non segue le mode ma, anzi, non passa mai di moda”.
In mostra oltre cento opere, delle quali settanta dipinti a olio, trenta disegni, sette sculture e una serie di acqueforti. Lavori, questi, tutti caratterizzati da una colta ironia, da un sarcasmo a volte dissacratorio, da una fervida fantasia inventiva e da una altissima maestria tecnica. Da ricordare un episodio che provocò enorme scalpore, quando un suo disegno giovanile fu ritenuto, da uno dei massimi esperti di Leonardo da Vinci, un foglio preparatorio per la “Battaglia d’Anghiari".
Il percorso espositivo parte dai primi lavori del Maestro risalenti alla fine degli anni ’50, eseguiti per lo più a Pietrasanta nello studio del padre, lo scultore Leone. Un secondo gruppo è composto da opere degli anni ’60 con alcuni quadri a soggetto sacro, alcuni ritratti ed altre opere esprimenti un surrealismo estremamente affascinante. In questo decennio l’artista lavora molto con le velature.
Un terzo gruppo è composto da dipinti degli anni ’70 dove l’ironia dissacratoria del pittore comincia ad esprimere il meglio di sé. In questo periodo la tecnica, la materia pittorica e il disegno testimoniano un pieno recupero della classicità. Di notevole bellezza sono gli interni, anche di grandi dimensioni, popolati da personaggi presi dalla storia e dalla contemporaneità che vanno a comporre raffinate e sarcastiche allegorie.
Si prosegue con le opere degli anni’80 dove la materia pittorica si fa più corposa, meno “velata”, i soggetti sono ancora interni (caratterizzati da una composizione sobria,seicentesca,con giochi di ombre che sorprendono i modelli intenti a posare ) o battaglie metastoriche di notevoli dimensioni (come “la grande battaglia romana che misura cm.280x400) e di straordinaria fantasia ed effetto scenico.
Infine sono esposti i quadri appartenenti all’ultimo decennio dell’artista. Alcuni di questi anche di notevoli dimensioni nei quali possiamo ammirare una pittura più coloristica, paesaggi dai cieli tersi che fanno da cornice ad una mitologia rivisitata attraverso un’ironia “gentile”. Oppure il mito stesso che invade lo studio dell’artista o che sorprende un gruppo di personaggi della Roma borgatara stravaccati sulle sponde del Tevere.
Sono inoltre esposti diversi disegni ed incisioni appartenenti ai vari periodi della vita artistica di Riccardo Tommasi Ferroni e che testimoniano la vigorìa del suo talento.
Il catalogo della mostra è edito da “De Luca Editori d’arte”. Il volume, con un testo introduttivo di Philippe Daverio, contiene un’ampia antologia critica sull’opera di Tommasi Ferroni con testi di scrittori e critici d’arte, quali, tra gli altri, Fortunato Bellonzi, Antonello Trombadori, Luigi Carluccio, Enzo Carli, Fausto Gianfranceschi, Maurizio Marini, Marco Di Capua, Marco Goldin, Leonardo Sciascia, Enzo Siciliano, Vittorio Sgarbi e Marco Vallora.
Fino al 15 settembre, dalle 10.30 alle 12:30 e dalle 17 alle 23
L'appuntamento è per martedì 29 luglio alle 21,30 all'Anfiteatro Romano. In programma una carrellata di brani coreografici ispirati dalla musica di Gounod con il famoso "Claire de lune", Lits e Massenet