La notizia è stata diffusa e commentata duramente da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. Le fiamme, che hanno distrutto sterpaglie per 3mila metri, ''hanno evidenti connotazioni dolose - si legge nella nota di Legambiente - rilevate anche dalle autorità prontamente intervenute a domare le fiamme: il corpo forestale, vigili fuoco, carabinieri, comunità montana del Casentino, il sindaco di Chitignano''
Arezzo, 5 agosto 2008 - E' stato di natura dolosa l'incendio scoppiato sabato scorso a Chitignano. Ha colpito l'area del campo di protezione civile del circolo di Legambiente di Chitignano. C'è ancora una grande manifesto proprio a ridosso del punto in cui sono giunte le fiamme, con su scritto ''Non scherzate col fuoco'', manifesto dell'iniziativa organizzata ai primi di luglio da Legambiente nazionale.
La notizia è stata diffusa e commentata duramente oggi da Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. Le fiamme, che hanno distrutto sterpaglie per 3mila metri, ''hanno evidenti connotazioni dolose - si legge nella nota di Legambiente - rilevate anche dalle autorità prontamente intervenute a domare le fiamme: il corpo forestale, vigili fuoco, carabinieri, comunita' montana del Casentino, il sindaco di Chitignano''.
E' la Forestale di Subbiano che sta conducendo le indagini. Riserbo sull'inchiesta, ma è certo che le fiamme sono state appiccate alle 13,00 di sabato da due punti diversi a duecento metri di distanza. Se l'incendio non fosse stato represso immediatamente anche dai soci del circolo di Legambiente, che con le loro ruspe hanno creato un varco taglia fuoco, sarebbero andati distrutti i macchinari storici per la battitura del grano e i mezzi di protezione civile parcheggiati nell'area. ''Ribadiamo la ferma intenzione di continuare le nostre attività senza subire rallentamenti di sorta'', affermano i responsabili del circolo Legambiente di Chitignano.
Il pozzo di San Donato in Santa Maria in Gradi, dove si sarebbe rifugiato il Santo, esiste. Alla vigilia della festa patronale è stato riaperto e ispezionato. Secondo la tradizione in questi giorni dell'anno gli aretini erano soliti attingere dalle sue profondità acqua taumaturgica