Il 27 setttembre apre a Fauglia sulle colline pisane, nelle vecchie carceri del paese, il museo dedicato a Giorgio Kienerk, pittore, scultore, grafico e illustratore postmacchiaolo, dove saranno raccolte circa 130 opere tra dipinti, sculture, bassorilievi e acquerelli. Il Museo dedicato a Giorgio Kienerk è stato realizzato grazie alla donazione che la figlia Vittoria ha voluto fare ancora in vita alla Comunità di Fauglia.
FIRENZE, settembre 2008 - Una rinnovata attenzione ai fermenti culturali a cavallo tra Ottocento inizi Novecento consente una rilettura della tradizione artistica toscana che, mossa dalle istanze della "macchia" e del suo caposcuola Fattori, porta in realtà ben più lontano, procedendo dal naturalismo e dalle tematiche sociali verso le nuove sensibilità d’Oltralpe, le inquietudini del Simbolismo e le tecniche del Divisionismo francese. In questo percorso si inserisce la figura e l’evoluzione di Giorgio Kienerk, un post-macchiaiolo nato a Firenze che respirò a lungo l’aria di Castiglioncello, dell’entourage di Diego Martelli e di tutti gli artisti alla corte di Giovanni Fattori, per diventare poi allievo di Adriano Cecioni e passare infine sotto l’ala di Telemaco Signorini.
L’occasione per una rilettura di questo importante artista toscano — che fu non solo pittore, ma anche scultore, illustratore e grafico — arriva dalla figlia Vittoria, che ha fatto il più generoso dei gesti che si possa fare in ricordo del padre, donando tutte le opere che custodiva per realizzare un museo a Fauglia — domani alle 11 l’inaugurazione — località sulle colline pisane raggiunta dalle brezze del litorale livornese. Il luogo non è un caso, perché è qui che Giorgio Kienerk passava le sue estati nella villa di Poggio alla Farnia, contaminando la sua pittura e i suoi paesaggi con presenze femminili che introducevano a quell’inquietudine e a quei turbamenti tipici del Simbolismo. Basti pensare tele come La lettura, Alla finestra, Ritratto di signora in giardino. Un simbolismo "pascoliano", dirà qualche critico, per suggerire come la presenza umana inserita nella quieta campagna toscana, non fosse altro che il modo per dare forma agli stati d’animo, sempre più inquieti al volgere del secolo nuovo.
Ora, più di centrotrenta opere di Kienerk — bassorilievi, sculture a tutto tondo, disegni, oli, pastelli e una raccolta di taccuini — sono riunite nel nuovo museo che il Comune di Fauglia ha realizzato nelle ex carceri mandamentali del paese, attraverso un’operazione culturale che ha visto il coinvolgimento di numerose istituzioni, tra cui la Soprintendenza ai beni artistici per le province di Pisa e Livorno, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, la Cassa di Risparmio di San Miniato, il professor Carlo Sisi ed Eugenia Querci, una delle massime studiose di Kiernek. A ricostruire la vicenda artistica e personale di quest’artista che guardò con interesse anche alle sinuosità e alle eleganze della moda Liberty, è stato realizzato anche un documentario che racconta i suoi soggiorni a Fauglia, tra la serenità della vita familiare e la continua ricerca sulle infinite possibilità della luce, con quell’avvicinarsi al pointillisme (come nel dipinto Alberi sul mare) già sperimentato in Italia da Nomellini e Torchi, senza per questo dimenticare mai la lezione quattrocentesa del disegno fiorentino, così visibile nei tanti ritratti ufficiali.
Fauglia, Palazzo comunale, martedì e giovedì dalle 9 alle 13, sabato e domenica 9.30-12.30 (inverno15-19) (estate 16-19)
Sabato 27 settembre si terrà l'iniizativa 'Puliamo il mondo', organizzata dall'Assessore all'ambiente e dall'Assessore alla Pubblica istruzione con il patrocinio di Legambiente. Per chi fosse interessato si ricorda che l'incontro è stato fissato alle 8,30 presso le scuole del Campo alla Fiera per poi raggiungere località Sorci, dove si inizierà la raccolta dei rifiuti. Ai partecipanti è raccomandato un abbigliamento adeguato