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MONTECATINI TERME

Boldini Mon Amour

Fino al 30 dicembre, Montecatini Terme ospiterà nelle sale del Polo Espositivo ex Terme Tamerici la mostra “Boldini. Mon Amour“, dedicata a uno dei protagonisti dell’arte italiana ed europea di fine Ottocento e primi Novecento, Giovanni Boldini. L’esposizione raccoglie 110 dipinti, 60 disegni, 60 fotografie originali e inedite, lettere e materiale documentario mai esposto prima che ricostruiscono il rapporto del pittore ferrarese con l’universo femminile. Inoltre, 20 capolavori di De Nittis, Zandomeneghi, Picabia, Corcos, Helleu, Signorini e Banti.
 

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boldi MONTECATINI, settembre 2008 _ La bellezza, soprattutto quella femminile, è stato l’effettivo terreno di azione su cui Giovanni Boldini effettuò una vasta ricognizione estetica e una profonda indagine psicologica. Su queste basi, seppe coniare un modello di grazia idealizzato del tutto rispondente all’avvenenza aristocratica ed emancipata e ai tratti fisionomici di Berthè, la sua prima modella e amante francese. Ne sono un esempio, le tele che raffigurano Madame Ferguson, Madame Lanthème, la Contessa de Rasty, e altre ancora. A raccontare l'avventura artistica di Boldini arriva la mostra nelle sale del Polo Espositivo ex Terme Tamerici, dove sono presentati 110 dipinti e 60 disegni che ricostruiscono il rapporto con l’universo femminile del pittore ferrarese, tra i più importanti esponenti dell’Ottocento italiano e dell'inizio del secolo successivo. boldi2

Esposte anche 60 fotografie originali e inedite, oltre a lettere sinora mai pubblicate e materiale documentario originale. Inoltre, 20 capolavori di De Nittis, Zandomeneghi, Picabia, Corcos, Helleu, Signorini e Banti.
"Boldini Mon Amour" è curata da Tiziano Panconi, il maggior esperto dell’opera di Giovanni Boldini - cui si deve il catalogo ragionato delle opere pubblicato nel 2002 - che ha riunito opere provenienti dalle più prestigiose raccolte pubbliche e dalle più importanti collezioni private. Il percorso presenta inoltre 20 capolavori di De Nittis, Zandomeneghi, Picabia, Corcos, Helleu, Signorini, Banti, oltre a 60 fotografie originali e inedite, lettere sinora mai pubblicate e materiale documentario originale del pittore ferrarese.
boldi3 Foto edite e inedite, molte della moglie, Emilia Cardona, sono qui raccolte insieme ai biglietti da visita lasciati in vita presumibilmente ma indistintamente sia a Giovanni Boldini, sia al terzo marito di Emilia, lo scultore Francesco La Monaca - all’epoca anch’esso domiciliato a Parigi - e rinvenuti in ordine sparso nell’abitazione di Pistoia dal nipote della vedova Boldini.
Inoltre, il ritrovamento di una importante testimonianza epistolare e fotografica inedita ha consentito di ricostruire alcuni passi fondamentali delle vicende umane e affettive che segnarono la controversa convivenza fra l’insigne ma ormai anziano maestro italo francese e la giovane letterata piemontese che coltivava una relazione sentimentale parallela.
I numerosi disegni a matita dedicati a Milly, come lui la chiamava affettuosamente, così come le immagini inedite delle suppellettili e degli esemplari originali - sculture, mobili, carrozze, tutti in miniatura - utilizzati come modelli per i quadri, rinvenuti presso lo studio del maestro, completano il quadro di una lunga esistenza contrassegnata dalla convulsiva attrazione per le donne e dal persistente affinamento di un gusto estetico superiore su cui poggiò la sua originale cifra espressiva.
Giovanni Boldini inizia sin dalla giovane età a lavorare sotto la guida del padre pittore e, dopo essersi iscritto all’Accademia delle Belle Arti di Firenze nel 1862, viene a contatto con l’entourage dei pittori così detti Macchiaioli che frequentano il Caffè Michelangelo. La fama di Boldini è però legata soprattutto ai celebri ritratti cui arriva dopo l’esperienza macchiaola. Importante in questa fase la permanenza a Castiglioncello. A Firenze si avvicina ai ritrattisti italiani come Michele Gordigiani e all’ambiente della colonia straniera toscana, fra cui i nobili inglesi Falconer, divenuti poi i suoi mecenati. Nel 1867 è a Parigi per la prima volta in occasione dell’Esposizione Universale dove frequenta la bella società parigina e si intrattiene con gli amici artisti in lunghe passeggiate sulle rive della Senna.
Dopo un breve soggiorno londinese, Boldini si stabilisce definitivamente a Parigi nel 1871 e diventa il ritrattista indiscusso e contesissimo delle belle e nobili donne della città. Tra il 1872 ed il 1910, il maestro trionfa nei salons parigini, fornendo con i suoi ritratti, una nuova rappresentazione della femminilità, alla quale le sue clienti sono felici di adeguarsi; produce immagini di raffinatissima sensuale bellezza, talvolta raccolta e accentuata in un solo particolare anatomico, come le braccia o le mani.
Fino al 30 dicembre, settembre-ottobre: tutti i giorni, dalle 10 alle 20; novembre-dicembre dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 20. Chiuso lunedì










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