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L'EVENTO

'Quando piovevano bombe'
Mostra sulla guerra civile spagnola

Realizzata da due studiosi dell'Università di Barcellona, la mostra è stata in esposizione in diverse città d'Italia adesso arriverà ad Arezzo, dove sarà allestita presso i locali di Sant'Ignazio. L'esposizione evidenzia anche il ruolo che ebbe l'aviazione italiana nei bombardamenti

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Arezzo, 8 ottobre 2008 - La guerra civile spagnola è il soggetto della mostra 'Quando piovevano bombe', realizzata da due studiosi dell'Università di Barcellona, in arrivo ad Arezzo su iniziativa di Comune, Provincia e Comitato per la memoria di Camillo Berneri di Arezzo. Quarantuno ore di bombardamenti continui su ordine del comando generale italiano con migliaia di morti tra la popolazione civile.

 

La mostra, allestita nei locali di Sant'Ignazio, sarà inaugurata giovedì 9 ottobre alle 17 alla presenza dei suoi curatori, Laura Zenobi e Xavier Domenech Sampere dell'Università di Barcellona. Il bombardamento di Barcellona è stato il primo sistematico ai danni di una città moderna e la città spagnola ha subito 385 allarmi tra il 13 febbraio 1937 e il 25 gennaio 1939. Il culmine, come detto, fu raggiunto tra la notte del 16 e il primo pomeriggio del 18 marzo 1938 con operazioni condotte dall'aviazione italiana fascista, che era di stanza alle Baleari.

 

"Ci furono azioni veramente efferate - ricorda Giorgio Sacchetti del Comitato per la memoria di Camillo Berneri -, tra le quali i bombardamenti di fuggiaschi che si avvicinavano al confine pirenaico. La mostra, con il suo alto valore scientifico basato su fonti reperite al Comune di Barcellona e attraverso testimonianze dirette e archivi storici, evidenzia anche il ruolo che ebbe l'aviazione italiana nei bombardamenti. L'Italia, alla luce di questa documentazione, dovrebbe chiedere scusa alla popolazione di Barcellona per un episodio troppo a lungo taciuto o poco evidenziato, probabilmente per non sfatare il mito del buon soldato italiano. Consideriamo comunque questa mostra una buona occasione di studio, non ci interessa la polemica politica", ha concluso Sacchetti.

 

L'impegno di Comune e Provincia di Arezzo è stato evidenziato, presentando la mostra, dall'assessore provinciale Emanuela Caroti e da quelli comunali Ilario Nocentini e Camillo Brezzi. "La nostra logica è quella della ricostruzione della memoria, anche di pezzi di storia meno conosciuti come questo", spiega l'assessore Caroti mentre l'assessore Nocentini sottolinea come sia importante, anche per un Assessorato che si occupa di innovazione, guardarsi anche indietro e ripercorrere la storia.

 

Per l'assessore Camillo Brezzi sarà essenziale la partecipazione delle scuole: "Abbiamo inviato una lettera a tutti gli istituti scolastici e ci auguriamo una risposta positiva in termini di presenze. È importante sottolineare come in Spagna si sia messa in moto una nuova stagione storiografica a 70 anni dalla guerra civile, grazie al governo Zapatero, e che la mostra è il frutto di questo clima nuovo", ha concluso l'sasessore Brezzi. La mostra resterà aperta fino al 19 ottobre con orario 16-19 ed aperture mattutine per le scuole che ne faranno richiesta.










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