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Museo Pecci:

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, in occasione festeggia due decenni dalla sua apertura con la mostra 1988: vent’anni prima, vent’anni dopo. La rassegna, curata da Marco Bazzini, propone un percorso tra opere che a partire dal 1968 e fino ai giorni nostri hanno fatto storia. Un viaggio nell’arte contemporanea cercando di ricucire alcuni fili che legano il ‘68 al presente.
 

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salvino PRATO, novembre 2008 _ Il museo Pecci compie vent'anni. E se pur in mezzo a mille difficoltà, in tutto questo tempo ha avuto se non altro il merito di credere e investire nell'arte contemporanea in Toscana, con la consapevolezza che un territorio con tanta storia alle spalle non può disinteressarsi dei linguaggi dell'oggi, delle idee e delle forme che gli artisti del XX e XXI secolo hanno esplorato e continuano ad esplorare.
Per questo suo compleanno il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci ha organizzato una mostra che abbraccia quarant'anni di esperienze: 1988: vent'anni prima, vent'anni dopo. pistoletto Una rassegna, curata da Marco Bazzini, che propone infatti un percorso tra opere che a partire dal 1968 e fino ai giorni nostri hanno fatto storia. Un viaggio nell’arte contemporanea cercando di ricucire alcuni fili che legano il ‘68 al presente.
Gli artisti chiamati con le loro opere a festeggiare questo appuntamento sono molto più di un lungo elenco. Sono un vasto e articolato racconto per immagini, che testimoniano gli esiti di una stagione per certi aspetti controversa ma mai esaurita: Nanni Balestrini, Vanessa Beecroft, Anna Valeria Borsari, Gea Casolaro, Michele Dantini, Daniela De Lorenzo, Piero Gilardi, Ketty La Rocca, Fabio Mauri, Liliana Moro, Michelangelo Pistoletto, Pietro Ruffo, Andrea Salvino.
gilardi Concepito come una serie di piccole personali, il percorso espositivo, che abbraccia appunto quaranta anni di arte italiana, documenta le diverse fasi legate al lavoro di ogni artista per creare, tra le opere proposte e le generazioni a cui esse appartengono, un originale dialogo.
Fuori dai luoghi comuni che caratterizzano il ’68 come una stagione di ribellione, giovanilismo e utopia, si analizzano alcuni filoni tematici che proprio da quella fase storica hanno preso origine e che oggi trovano nuova considerazione e attenzione nel dibattito contemporaneo.
Il ‘68 fu soprattutto una grande e controversa stagione politica in cui furono gettati molti semi, alcuni dei quali germogliarono nei decenni successivi. Muovendo dai grandi sommovimenti che il linguaggio artistico ha conosciuto proprio in quegli anni la mostra ci conduce attraverso un percorso artistico e tematico che va dalla partecipazione nel sociale alla riconosciuta emancipazione femminile, dal coinvolgimento nei temi della psichiatria democratica alla nascita di una coscienza ecosostenibile, per arrivare alla disseminazione dell’essere contro che caratterizza l’oggi in una fluidità di movimenti non sempre violenti (tra i due estremi di contestazione e volontariato).
Muovendosi tra opere e mostre che hanno fatto storia, come il Teatro delle mostre (La Tartaruga, Roma, 1968, di cui saranno riproposte le installazioni Luna di Fabio Mauri e Il muro della Sorbonne di Nanni Balestrini), la nascita del Centro Pecci alla fine degli anni Ottanta _ da cui la data che dà il titolo alla mostra e la presenza di alcuni artisti che in questi anni vi hanno esposto e le cui opere sono in Collezione come Pistoletto, Gilardi, Liliana Moro, Daniela De Lorenzo _ nonchè alcune personalità importanti dagli anni Settanta (come Ketty La Rocca e la meno conosciuta Anna Valeria Borsari) fino alle ultime generazioni (Pietro Ruffo, Andrea Salvino, Michele Dantini, Gea Casolaro), la mostra vuole ricucire alcune tematiche che legano il ‘68 al presente.
Durante il periodo della mostra, a completamento del progetto espositivo, viene presentato un ciclo di incontri in cui importanti testimoni e intellettuali portano il loro contributo di studio a un dibattitto che a distanza di quarant’anni resta ancora attuale.
Le conferenza saranno poi trascritte nel catalogo, edito da Giunti Editore, come parte integrante del progetto.
Tutte le attività del Centro sono promosse da Regione Toscana, Comune di Prato con il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ASM SpA, Gruppo Consiag, CariPrato SpA e Unione Industriale Pratese. Museo associato AMACI.

Fino al 15 febbraio; tutti i giorni 10 – 19. Chiuso martedì

 










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