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Firenze

INCHIESTA SULLE PRESUNTE TRUFFE

"Falsa indemoniata? E' tutto vero"
"Il rosario mi brucia tra le mani"

Una delle sei persone indagate dalla procura insieme a don Francesco Bazzoffi per falsi esorcismi racconta la sua storia e contesta le tesi degli inquirenti. "Predico sventure, parlo lingue straniere che non conosco, il rosario mi brucia tra le mani"

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Donna esorcizzata Firenze, 18 marzo 2008 - "Sono un’indemoniata. Me lo ha detto padre Amorth, durante un incontro che ho avuto con lui a Roma. Padre Gabriele Amorth è il fondatore dell’Associazione internazionale degli esorcisti. E conduce su Radio Maria una trasmissione ogni secondo mercoledì del mese".


Parla Elisabetta Zini, 56 anni, una delle sei persone indagate dalla procura perchè ritenute 'false indemoniate' durante le giornate di preghiera di don Francesco Bazzoffi, anche lui rimasto coinvolto nell’inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

 

Elisabetta Zini, per ventisette anni ostetrica di Torregalli, dal 1993, anno della morte della madre, è alla ricerca di 'tranquillità e serenità'.

 

"Penso di aver eredidato questo ‘sesto senso’ da parte della mamma. Nella sua famiglia ci sono state donne, alla terza, settima e nona generazione, che hanno avuto percezioni fuori dal comune. Questa cosa — racconta — l’ho avvertita, la prima volta, nella casa dove abitavo con i miei nel viale don Minzoni. Sentivo la presenza di altre persone. Sentivo girare la chiave nella toppa anche in quelle porte che non avevano serratura. A causa di queste ‘presenze’ la famiglia che abitava in quella casa prima di noi era fuggita abbandonando anche parte dell’arredamento. Ho detto a una mia amica che si sarebbe sposata nel giro di un anno. Lei incredula mi disse che non era neppure fidanzata. Era dicembre. Si sposò a maggio. E poi ebbe anche un figlio. In certi momenti non riesco a controllarmi. Le parole mi escono dalla bocca senza che io possa dominarle e senza che me ne ricordi. Ho detto a una conoscente che suo figlio avrebbe avuto un incidente. E così è stato. Un incidente gravissimo. Una volta in autostrada, fra Pistoia e Montecatini, in pieno inverno, ho visto giovani in maglietta che mi salutavano sul guard-rail. Erano probabilmente giovani che avevano perso la vita sulla strada. Ho anticipato la causa del decesso, repentino,  di mia sorella e di mia madre. In ospedale ero l’ostetrica che vedeva tutto, più dell’ecografia. Sesso dei futuri nascituri, ma anche il peso. Ero dolcissima con le pazienti e rassicurante, ma dura con le colleghe le quali mi hanno accusato di avere una doppia personalità".

 

"Ho consultato uno psichiatra a La Spezia il quale mi ha consigliato di rivolgermi a un discernitore di anime. Sono stata da un padre gesuita, frequento padre Bazzoffi, sono stata a Ostina e ora mi incontro con padre Amorth. Mi hanno raccontato che durante le benedizioni parlo tedesco, aramaico, russo e greco antico. Tutte lingue che non conosco. I miei occhi azzurri diventano sempre più chiari. Chiari chiari, quasi bianchi. Avverto le presenze buone e quelle che mi disturbano. Il rosario mi brucia le mani. L’acqua santa mi fa sussultare. Ne ho portato quattro taniche da Lourdes a padre Amorth. La prima volta ho perso il controllo dell’auto e ho strusciato contro la fiancata della galleria, altre tre volte sono stata tamponata, anche se non guidavo io. Così a padre Amorth ho detto che non gli avrei portato più l’acqua santa. No, non fingo, durante le preghiere. Non sono una falsa indemoniata, sono una persona disturbata alla ricerca di tranquillità".


"Le accuse sono tutte fantasie", ha detto don Francesco Bazzoffi. "Dopo vent’anni non ho bisogno di ‘figuranti’ durante le giornate di preghiera. Avrei bisogno di sei persone che filtrino le richieste di partecipazione perchè comincio ad aver voglia di andare in pensione. E poi i ‘falsi indemoniati’ andrebbero bene una volta, mica a tutte le Messe. I partecipanti, infatti, sono quasi sempre gli stessi. I nuovi sono la minoranza". Le preghiere ora sono sospese perché potrebbe essere accusato di continuare a infrangere la legge.

 


Don Bazzoffi non ne parla, ma la sua popolarità è cresciuta per il tam tam popolare della gente che dopo la sua benedizione si è sentita meglio. In realtà il giornalino della Casa Santi Arcangeli, che si pubblica da 18 anni, racconta di guarigioni. Sempre più numerose. E sempre più importanti. I suoi stessi collaboratori hanno tratto benefici dalle benedizioni. "Ce ne sono cinquecento diverse. Ne recito alcune e poi impongo le mani", racconta il sacerdote. Don Bazzoffi si è accorto di questo 'dono' seguendo don Serafino Falvo. Il cardinale Piovanelli lo inviò a Pietramala nell’84-85.

 

Le sue benedizioni richiamarono sempre più gente. Nel 1991 con le offerte è riuscito a comprare a un’asta giudiziaria, per circa un miliardo e seicento milioni, la Casa dei Santi Arcangeli a Montecarelli. Poi ha cominciato l’attività verso i bambini del Terzo Mondo. Ha costruito ospedali e scuole e aiuta in vario modo strutture che si trovano in Congo, India, Brasile, Etiopia, Bolivia, Perù, Filippine.

Nicola Coccia










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