Bar e ristoranti sempre più vuoti. Incassi in picchiata nei 3mila esercizi cittadini. Tutti pensano a risparmiare. Secondo un’indagine di Codacons Toscana, infatti, i fiorentini in età lavorativa che fanno colazione fuori, con caffé o cappuccino e pasta sono il 35%. Più alta, ma di poco (40%), la percentuale di coloro che invece pranzano fuori
Firenze, 6 aprile 2008 - Si rinuncia alle cene nei ristoranti, che in un solo anno hanno registrato una flessione del 50% delle presenze, e da un po’ di tempo anche alla colazione al bar o allo spuntino al fast-food. Dopo, infatti, il boom degli ultimi anni delle consumazioni fuori casa, si assiste ad una inversione di tendenza. Sempre meno persone si possono permettere di spendere a testa una media di 54 euro al mese per la colazione al bar e di 200 euro per il light lunch al ristorante. I circa 3mila esercizi fiorentini, tra bar ristoranti e locali notturni, che occupano circa 15mila addetti e smuovono un giro di affari di 750 milioni, iniziano, insomma, a lamentare perdite consistenti di incassi.
Secondo un’indagine di Codacons Toscana, infatti, i fiorentini in età lavorativa che fanno colazione fuori, con caffé o cappuccino e pasta sono il 35%. Più alta, ma di poco (40%), la percentuale di coloro che invece pranzano fuori. Bisogna, però, fare dei distinguo. Se, infatti, sulla colazione si può risparmiare, perché, se non si ha tempo, basta svegliarsi un’ora prima per prepararsi tra le mura domestiche latte, caffé, cornflakes e fette biscottate, all’ora di pranzo mangiare fuori è ancora una necessità. Oggi, per sbarcare il lunario, tutta la famiglia, infatti, è costretta a lavorare. Spesso relativamente lontano da casa e tutto il giorno. Dalle 8 alle 17, insomma, gli appartamenti restano vuoti.
E se i figli più piccoli fanno il tempo pieno a scuola, le madri non cucinano più, perché sono a lavoro e i padri hanno poca voglia, o non possono, tornare a casa. Quantomeno non ce la fanno a prendere auto o mezzo pubblico, rientrare a casa di corsa, e spesso tardi a causa del traffico, quindi prepararsi il pranzo da soli, pulire la cucina e rimettersi di nuovo in viaggio per tornare a lavorare.
In ogni caso, però, la flessione degli spuntini e delle colazioni fuori casa non può sorprendere più di tanto. "Ormai la gente si ingegna in ogni modo per risparmiare", commenta Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana. "C’è chi vende l’auto e usa forzatamente la bicicletta, chi riduce i giorni di ferie, chi non va nemmeno più al cinema", aggiunge la presidente. D’altra parte, dall’indagine Codacons risulta che il 65% degli intervistati che ha risposto di fare colazione in casa, ha precisato anche che lo fa proprio perché non si può permettere di spendere quel paio di euro al giorno al bar.
Difficoltà anche per il pranzo. Difficile, infatti, che si opti per un pasto completo al ristorante. "Solo una percentuale infinitesimale, forse l’1-2% dei lavoratori che pranza fuori - spiega la presidente di Codacons Toscana Silvia Bartolini - va al ristorante. Generalmente si tratta di liberi professionisti ad altissimi livelli o i dirigenti di azienda". Il ceto medio, che sempre più guarda al portafoglio, preferisce, invece, la mensa aziendale, che permette di pranzare con tre euro. I più diffusi e utilizzati sono, però, senz’altro i buoni pasto. E in ogni caso, come sottolinea la presidente di Codacons Toscana Bartolini, "chi va al ristorante esterno al luogo di lavoro mangia nella stragrande maggioranza dei casi nei fast food o simili, dove si pranza mediamente con al massimo 7-8 euro".
Monica Pieraccini
Tosca sarà a Firenze, al teatro della 'Pergola', martedì 8 aprile alle 20,45 con uno spettacolo dedicato a Gabriella Ferri, scomparsa nel 2004. L'artista porterà sul palcoscenico 'Romana' di Roberto Agostini con la regia di Massimo Venturiello