Firenze, 12 aprile 2008 - Nuovi guai alla maternità di Careggi. Dal water risalivano gli scarichi: in pochi minuti i bagni del pianterreno rialzato si sono riempiti di liquame. I guasti si susseguono. Ma purtroppo non è una novità nel reparto che ormai è un cantiere aperto: si sta demolendo in questi giorni l’intera ala che ospitava gli ambulatori dei medici e gli spogliatoi. Il personale dovrà andare a cambiarsi in un bunker container lungo il Terzolle. Comodo, no? E i dottori che andranno a visitare a San Damiano dovranno farsi delle belle scarpinate avanti e indietro. Altre soluzioni non ci sono in un ospedale che ha deciso di ricostruirsi senza interrompere né spostare la sua attività.
Ma torniamo al guasto. Stavolta, un problema alla fognatura ha mandato ko i bagni dei tre piani dell’edificio. Si è intasata la tubatura della colonna di sinistra a causa di un nodo di salviette di carta (quelle distribuite dagli erogatori che, però, non sono biodegradabili) che ha impedito il deflusso delle acque nere. Così, anche solo per far pipì, puerpere e pazienti ginecologiche dell’ala ovest per due giorni e tre notti hanno dovuto spostarsi nell’ala est e fare turni e file. Ieri i bagni sono stati riaperti, l’ultimo ha ripreso servizio alle 15, quello del piano interrato dove sono gli ambulatori che è anche quello maggiormente interessato dai lavori andati avanti giorno e notte. Scavi fino a sette metri di profondità per sostituire la tubatura e trovare il «nodo» con una sonda di fibre ottiche, come speleologi.
Ma chiuso un fronte, se n’è aperto subito un altro. Ieri alla maternità è stata un’altra giornata di fuoco. Un’ondata di arrivi ha costretto il personale a tirare fuori le brande e sistemare le pazienti nei lettini d’emergenza. Per ora non ci sono alternative. Ma mentre le donne dell’ostetricia di Careggi sembravano le indesiderate ospiti d’una bolgia, sessanta metri più in là, in fondo al corridoio, tre delle cinque sale della Margherita, stanze a cinque stelle per il parto fisiologico, erano vuote. Ma un’altra partoriente era in arrivo. In un anno a Careggi ci sono circa tremila parti, di cui, più o meno, settecento fisiologici. Alla Margherita, dal marzo del 2007, sono nati 263 bambini. Qualcosa dovrà pur cambiare, anche se i vertici dell’azienda per ora preferiscono non commentare. Dietro l’angolo ci dovrebbe essere l’accordo per trasferire alla Margherita tutto il carico dei parti naturali.
Alla maternità non sembra più neppure di entrare in un reparto ospedaliero. L’ingresso storico è chiuso, a causa dei lavori. E dal nuovo accesso, in fondo allo sdrucciolo che porta al seminterrato, si entra in una gattabuia con le pareti sbeccate, i pavimenti lisi, le mattonelle sfinite dal tempo. I ritocchi, nel tempo, sono stati fatti, ma tubature e impianti hanno quarant’anni, è naturale che risentano degli acciacchi. Meno male che i sorrisi non mancano, perché qui si nasce. E si nasce a tutte le ore. Ma più che una maternità sembra un carcere. All’una del pomeriggio di ieri nella sala d’aspetto c’erano mariti e genitori frementi d’attesa. Donne con pance più grandi di loro che andavano avanti e indietro aspettando il momento più bello. Per passare, nel corridoio, c’era da dare la precedenza. Ovviamente alle mamme. Per quanto entrare alla Margherita sembri di aprire le porte del paradiso, ed è giusto che ci siano tutte le strutture come questa, non pare altrettanto giusto, per «equità neonatale», che nello stesso ospedale, a 60 metri di distanza, si nasca in sale parto di serie A e di serie B.
Ilaria Ulivelli
'Indiscrezioni, la prima mostra antologica dedicata all'opera fotografica di Giuseppe Tornatore. L'evento è in programma dal 13 aprile al 15 giugno al Museo nazionale Alinari della fotografia di Firenze. L'esposizione si inaugura nel 20esimo anniversario dell'uscita nel 1988 del film 'Nuovo cinema Paradiso' che ha sancito la notorietà del regista a livello mondiale