In un'operazione della Questura di Firenze, finalizzata al contrasto dell'immigrazione clandestina e del lavoro irregolare, sono state controllate ieri sei imprese, due delle quali sono state chiuse. Le forze dell'ordine hanno identificato 33 persone, due imprenditori sono stati denunciati, un cinese arrestato per violazione dell'ordine del questore e un altro denunciato per violazione della normativa sull'immigrazione
Firenze, 24 maggio 2008 - In un'operazione della Questura di Firenze, finalizzata al contrasto dell'immigrazione clandestina e del lavoro irregolare, sono state controllate ieri sei imprese, due delle quali sono state chiuse.
Le forze dell'ordine hanno identificato 33 persone, due imprenditori sono stati denunciati, un cinese arrestato per violazione dell'ordine del questore e un altro denunciato per violazione della normativa sull'immigrazione.
Personale del commissariato di Rifredi-Peretola, diretto dal commissario capo Edoardo Polce, in collaborazione on la Direzione Provinciale del Lavoro, hanno effettuato controlli nei confronti di sei attività imprenditoriali presenti nella zona di Brozzi e dell'Osmannoro, dedite alla produzione di capi di abbigliamento ed alla lavorazione di pellami.
Nel corso dell'operazione sono state identificate complessivamente 27 persone di nazionalità cinese, occupate come dipendenti, oltre i sei titolari delle ditte oggetto di verifiche.
Di queste, un cinese è stato arrestato per violazione dell'ordine del Questore a lasciare il territorio nazionale, mentre altri due dipendenti sono stati denunciati per la violazione della normativa sugli stranieri. Due imprenditori sono stati denunciati per i reati di sfruttamento della manodopera clandestina e per favoreggiamento della permanenza di clandestini sul territorio nazionale.
I locali utilizzati da una delle due imprese chiuse sono stati sottoposti a sequestro per disposizione dell'autorità giudiziaria, per evitarne l'ulteriore impiego.
Nell'operazione sono stati sequestrati anche i macchinari (circa 20) utilizzati per la cucitura ed il confezionamento dei capi di abbigliamento. Il personale della Direzione Provinciale del Lavoro ha elevato a carico dei titolari delle due attività sospese ammende per circa 45000 euro.
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