Polemiche dopo l'emendamento al decreto firmato da Berselli e Vizzini (Pdl). Foglio di via e, se tornano, c'è il carcere
Roma, 7 giugno 2008 - Togliere dalle strade le prostitute inserendole nell’elenco dei "soggetti pericolosi per la sicurezza e la pubblica moralità" e rispedendole, con il foglio di via obbligatorio, nella città o nel Paese di provenienza? L’emendamento al decreto sicurezza - presentato al Senato dai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali, Filippo Berselli e Carlo Vizzini - ha sollevato un vespaio di polemiche perché non è piaciuto a molti. Anche all’interno del Pdl. Ha fatto arricciare il naso perfino all’ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu ("è aberrante, Berlusconi lo blocchi"), per l’occasione affiancato dall’ex ministro della Difesa, Antonio Martino ("è insensato"). Ma pollice verso soprattutto da esponenti del centrosinistra e di associazioni religiose impegnate nel sociale. E Pia Covre, segretaria e fondatrice (con Carla Corso) del Comitato dei diritti civili delle prostitute, ha commentato: "È roba fascista".
Sarà il governo a dare il suo parere sull’emendamento. E siccome ci sono aspetti di non poco conto da approfondire, i ministri (Mara Carfagna in primis) e i sottosegretari interessati ne discuteranno all’inizio della prossima settimana. L’ha annunciato il senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sottolineando che "ci sono vari problemi, anche di natura giuridica" inerenti l’emendamento, e di conflitto con la legge Merlin. Quest’ultima, per esempio, non individua un reato nella prostituzione, bensì nell’adescamento. "Si può considerare prostituzione anche quella della casalinga italiana che mette un annuncio sul giornale? E se per le italiane si vuole prevedere il foglio di via, per le immigrate che cosa ci sarà?", si è chiesto Giovanardi.
L’emendamento Berselli-Vizzini - che ha incassato critiche trasversali - recita: "Chiunque viva del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attività" sarà colpito dalla misura del foglio di via obbligatorio. La stessa misura che si applica nei confronti di oziosi, vagabondi, autori di traffici illeciti, delinquenti abituali, sfruttatori di prostitute e di minori, spacciatori di droga.
I 'soggetti pericolosi' - tra i quali si vorrebbero inserire le prostitute - secondo la legge in vigore possono essere diffidati dal questore e, se trovati a delinquere fuori dai luoghi di residenza, possono essere allontanati con il foglio di via obbligatorio e inibiti dal ritornare per un periodo massimo di tre anni. Per i disobbedienti c’è il carcere fino a sei mesi.
Dal governo si sono fatti sentire i ministri Angelino Alfano (Giustizia), Elio Vito (Rapporti con il Parlamento), Gianfranco Rotondi (Attuazione del programma) e Mara Carfagna (Pari opportunità). "Sul principio ci siamo, condivido pienamente, sulle modalità valuteremo in Parlamento" ha detto il primo. Per il quale "la prostituzione ha una ricaduta in termini di sicurezza delle famiglie, di agibilità dei luoghi pubblici" e quindi "il contrasto allo sfruttamento delle prostituzione, non confondendo mai le vittime con i carnefici, sia una misura importante". Un distinguo tra vittime e carnefici che ha trovato d’accordo Vito e Rotondi, secondo cui l’esecutivo è aperto al confronto. E per la Carfagna c’è infatti bisogno "di una riflessione seria per capire se sia lo strumento più efficace per risolvere il problema".
Sul fronte del Pd si sono espressi tre ministri del governo ombra: Lanfranco Tenaglia (Giustizia), Mariangela Bastico (Riforme) e Vittoria Franco (Pari opportunità). Tutti e tre d’accordo: l’emendamento è "inaccettabile, sconcertante, ingiusto, discriminatorio". Ma è stata auspicata l’apertura di un tavolo "per trovare punti comuni e sostenere in modo condiviso una proposta seria, ragionata, efficace". Anche per Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, l’emendamento è "inaccettabile": "Il governo parte con il piede sbagliato". E Lorenzo Cesa, segretario Udc, ricorda che "lo Stato non può essere forte con i deboli e debole con i forti", con la speranza che Berlusconi "induca la sua maggioranza a fare marcia indietro".
Gaetano Basilici
Per il nuovo film di Nina di Majo ‘Matrimoni e altri disastri’, con Fabio Volo (nella foto) e Margherita Buy, si cercano due attori: un adolescente toscano tra i 13 e i 16 anni e una donna tra i 60 e gli 80 anni. I provini si terranno alla Mediateca Regionale Toscana Film Commission (via San Gallo, 25), lunedì 9 giugno dalle 15 alle 20 per il ragazzo, e martedì 10 giugno dalle 14 alle 19 per la figura femminile