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ORRORE A SAN CASCIANO

Ciolli, svolta nell'inchiesta. Forse è stato avvelenato

Svolta sulle indagini degli investigatori: la Mercedes trovata all'Osmannoro potrebbe essere una messa in scena. Stefano Ciolli, l’imprenditore di Greve in Chianti trovato cadavere sulle colline di San Casciano, potrebbe essere stato avvelenato

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Firenze, imprenditore ucciso Firenze, 19 giugno 2008 - Stefano Ciolli, l’imprenditore di Greve in Chianti trovato cadavere domenica sulle colline di San Casciano, potrebbe essere stato avvelenato. Non si tratterebbe, quindi un delitto d’impeto, scaturito da una discussione. E non si tratterebbe neppure di un raptus omicida maturato all’Osmannoro, nel luogo dove è stata trovata la Mercedes di Ciolli. L’autopsia effettuata a Medicina legale sul cadavere dell’imprenditore ha stabilito che l’uomo era già morto quando il suo corpo è stato dato alle fiamme.

 

I medici non hanno trovato fumo nei suoi polmoni, ma non hanno trovato neppure segni compatibili con un colpo di arma da fuoco, con un coltello o con altri oggetti contundenti. Gli esami tossicologici, invece, avvalorerebbero l’ipotesi dell’avvelenamento. Ciolli sarebbe stato ucciso e portato a Montecapri. Poi, una volta lontano da sguardi indiscreti, qualcuno ne avrebbe bruciato il cadavere per cencellare le tracce dell’omicidio. E anche il ritrovamento della Mercedes all’Osmannoro potrebbe rispondere ad una logica diversa da quella fino ad ora ipotizzata.

 


L’auto dell’imprenditore grevigiano aveva le portiere aperte. Come se qualcuno lo avesse rapito, come se si fosse trattato di un sequestro di persona poi terminato in tragedia. Niente di tutto questo. L’inchiesta condotta dai carabinieri del reparto operativo e coordinata dal pm Giuseppe Bianco, starebbe imboccando un’altra strada. La Mercedes con le portiere aperte rappresenterebbe solo una messa in scena. Nessun appuntamento. Ciolli non si sarebbe recato all’Osmannoro a bordo della propria auto per incontrare i suoi assassini. Sarebbero stati proprio gli assassini a portare l’auto di Ciolli all’Osmannoro per cercare di depistare le indagini. Chi lo ha ucciso, insomma, avrebbe utilizzato la Mercedes della vittima per recarsi a Montecapri. Poi, una volta dato fuoco al cadavere, avrebbe portato la vettura all’Osmannoro abbandonandola con le portiere aperte. E anche l’analisi sulle impronte dei pneumatici trovate sul luogo del ritrovamento del cadavere confermerebbe proprio questa ipotesi. La ricostruzione effettuata dagli investigatori è compatibile con la presenza di almeno due persone. Un assassino e un complice o forse due assassini. Ad ogni buon conto si tratterebbe di persone che conoscevano bene l’imprenditore grevigiano, qualcuno che si muoverebbe in un ambito diverso da quello del lavoro o degli affari.

Cosimo Zetti










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