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IL MINISTRO BONDI

"Tramvia, a giorni l'incontro con Roma
Passaggio vicino al Duomo? Riflettiamo"

"Sono profondamente convinto — ha spiegato il ministro Bondi poco prima del faccia a faccia in programma alla Festa nazionale del Pd con il ‘suo’ ministro ombra, Vincenzo Cerami — che il progetto che prevede il passaggio della tramvia accanto al Duomo debba essere approfondito e discusso ancora"

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Tramvia Firenze, 3 settembre 2008 - Sceglie sempre e comunque la via più diplomatica il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. Ma se del passaggio della tramvia in piazza Duomo parla decisamente malvolentieri, stende un rigoroso velo di silenzio sulla vicenda della loggia Isozaki.
Eppure questi sono i due temi principe dell’incontro che il ministro ha già programmato da tempo con il sindaco Leonardo Domenici.

Ministro, ma questo tavolo quando lo farete? "Decideremo la data in settimana — risponde sorridente — e posso già assicurare che cercheremo di trovare una data entro il mese di settembre".
Ma l’esistenza del possibile tavolo di trattativa aperto per Firenze non garantisce affatto che le posizioni sui due scottanti temi possano avvicinarsi, anzi.
 

"Sono profondamente convinto — ha spiegato il ministro Bondi poco prima del faccia a faccia in programma alla Festa nazionale del Pd con il ‘suo’ ministro ombra, Vincenzo Cerami — che il progetto che prevede il passaggio della tramvia accanto al Duomo debba essere approfondito e discusso ancora".

 

Un modo estremamente diplomatico per ripetere il suo ‘no’ al percorso della seconda linea della tramvia, quella che — almeno nei progetti — attraversa il centro storico.

E poi il ministro Bondi ha ben chiari in mente due passaggi: "C’è stato un referendum — ricorda — in cui i cittadini si sono espressi contro questa ipotesi e io credo sia giusto tener conto di quel risultato. Certo è un problema che riguarda la città, ma il compito del Ministero in questo caso è quello di tutelare una piazza patrimonio del mondo come è quella dove sorgono il Duomo e il Battistero. Ecco perché insisto che su quel passaggio sia necessario riflettere bene e molto approfonditamente, proprio per garantire a una città che è patrimonio del mondo la risposta più adeguata".


E poi il ministro non dimentica la battaglia condotta dal portavoce di Berlusconi, e sottosegretario alla presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti. "Non posso certo ignorare — ha detto Bondi — la passione con cui è intervenuto su questo tema. Anzi questa è per me motivo di grande riflessione». Più volte poi il ministro non ha nascosto le sue perplessità sugli eventuali danni che potrebbero derivare sia al Duomo che al Battistero per l’esecuzione dei lavori di posizionamento dei binari necessari alla tramvia. "Su questo aspetto — ha detto più volte — vorrei avere degli specifici approfondimenti tecnici".

 

E l’ipotesi di ridurre ad un solo binario il passaggio della tramvia davanti al Duomo e al Battistero magari adottando una specie di senso alternato? "Sarebbe già un passo avanti rispetto alla proposta precedente".

 

Prova ancora a mediare Bondi, poi quando lo avvertono che dal vicesindaco e assessore alla mobilità e alla tramvia, Giuseppe Matulli, è già arrivata una secca smentita, allarga le braccia. "Sono — ha spiegato — tutte cose che dovremo valutare nella riunione del comitato tecnico che si riunirà a breve a Roma".

 

Cioè il famoso tavolo messo faticosamente in piedi con l’amministrazione fiorentina, la cui riunione dovrebbe essere fissata entro pochi giorni.

 

Se ieri Bondi ha preferito non affrontare l’argomento della Loggia Isozaki, sono recenti le sue prese di posizione, nettissime, contro la realizzazione del progetto dell’architetto giapponese Arata Isozaki che nel progetto dei Nuovi Uffizi dovrebbe rappresentare l’uscita di uno dei percorsi museali più frequentati e più rari al mondo.

 

"Gli interventi sono belli quando si armonizzano con le vestigia dei centri storici, quando sono persuasivi e non invasivi, e la pensilina di Isozaki — ha affermato a più riprese Bondi — dai prospetti che ho visto, non si pone certo in modo armonico con la piazza del Grano su cui si affacciano gli Uffizi. Chi lavora a Firenze non dovrebbe mai dimenticare di dover misurarsi con Giotto, con Michelangelo e con Vasari".

 

"Ebbene — ha aggiunto il ministro — , mi chiedo in che modo la pensilina di Isozaki potrebbe convivere con le contigue logge vasariane senza provocare nei fiorentini e nei visitatori che arrivano da tutto il mondo uno choc, una sorta di ‘sindrome di Stendhal’ all’incontrario".

Paola Fichera










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