Giovanni Gentile, presidente di Confindustria Firenze: "No all'autocandidatura di Mantellassi, serve un rilancio"
Firenze, 5 settembre 2008 - L’IMPORTANTE stagione di scadenze del prossimo anno è la sfida che ha di fronte il sistema Firenze per dimostrare di avere capito davvero l’esigenza di cambiare passo e marcia per il riposizionamento competitivo del nostro territorio.
Si tratta, perciò, di un’occasione strategica per tutti, da non sprecare, perché è indispensabile a rifocalizzare le priorità e aggiornare i programmi.
In queste settimane la politica ha mostrato di aver riscoperto la campagna elettorale per un confronto vero su un’idea di Firenze.
Anche il sistema economico potrà dare un buon esempio con la scadenza della Camera di Commercio; e pure in questo caso, il chi-farà-cosa dovrà essere secondario rispetto a un dibattito sul ricambio della classe dirigente, i contenuti e le progettualità.
IL SISTEMA economico fiorentino deve discutere la direzione di sviluppo, i percorsi di innovazione e metamorfosi, l’agenda di azioni da mettere in campo contro il gelo dell’economia; e il momento è ora. Per questo abbiamo aperto un confronto sui programmi con le altre associazioni; e su questi vogliamo ricercare l’unità su una presidenza della Camera che garantisca una stagione di vero rinnovamento.
Solo dopo una larga condivisione sul programma, potrà essere individuato ‘chi’ sarà in grado di ottenere il consenso del sistema imprenditoriale fiorentino. Se non apriamo a terreni di confronto veri e impegnativi per tutti, ci rassegniamo ad una mera spartizione delle convenienze; e questo sarebbe inaccettabile per una realtà produttiva e terziaria come Firenze!
Ogni altro percorso va evitato! Per questo abbiamo proposto di aprire un tavolo di discussione sgombro da candidature. Ogni fuga in avanti - a partire dall’autocandidatura che l’attuale presidente della Camera ha notificato, a mezzo stampa, qualche mese fa – ci è parsa inopportuna, perché una varietà di settori economici e forze produttive come la nostra, richiede ampia partecipazione e rotazione.
Nel merito: se siamo d’accordo che per Firenze ci vuole un salto di qualità, questa è l’occasione per portare contributi. Ci sono molte questioni aperte; ne cito alcune, solo per ‘titoli’.
Ci sono le infrastrutture per la competitività del territorio: Firenze è interessata da un programma di rafforzamento infrastrutturale, ma bisogna guardare al futuro, alle opere della contemporaneità, che riguardano la viabilità di tutta l’area vasta, l’ulteriore sviluppo di Peretola, il polo espositivo e congressuale. C’è il ruolo internazionale di Firenze, che va rilanciato con una promozione strategica, un’incentivazione ad innovare a 360 gradi, una maggiore attrattività di talenti e capitali, una visione culturale più contemporanea e creativa, un riposizionamento del manifatturiero e dei servizi sull’alto di gamma e sulla qualità. C’è la questione dell’area metropolitana e del ruolo di ‘Firenze capitale della Toscana’, connesso al tema del federalismo. C’è la cultura d’impresa da aggiornare e diffondere di più nella società fiorentina, per riprendere la strada della crescita. Tutto questo – e molto altro ancora – coinvolge le competenze della Camera.
E poi sul metodo. Dopo dieci anni di continuità c’è la regola, per noi ‘aurea’, di mobilitare tutte le risorse ed aprire una profonda discussione per favorire un salto di qualità, come hanno fatto altre importanti realtà italiane ed europee. La nostra opinione è che il rilancio passa anche dal rinnovamento, che per noi è un valore: in Confindustria non esistono secondi mandati; ed anche le istituzioni hanno un limite di due mandati amministrativi per esigenze di ricambio.
La stessa Regione Toscana ha previsto questo limite per le nomine di competenza; un forte segnale alle ‘caste’, una legge da non toccare! Queste regole devono andare bene anche per le categorie imprenditoriali, in un mondo che cambia a questa velocità. E poi: un terzo mandato richiederebbe un consenso unanime che non vediamo!
Non ci sono chiavi di lettura politiche sulla vicenda della Camera; e sarebbe un errore se ce ne fossero! La Camera è uno strumento dell’economia, non un surrogato della politica; è un’istituzione per lo sviluppo che, da Statuto, “valorizza l’autonomia delle associazioni imprenditoriali di cui è espressione”. Proprio perché la Camera ha queste caratteristiche, bisogna cercare l’unità; lo schema maggioranza-minoranza sarebbe sbagliato.
E qui sgombriamo il campo da equivoci: Confindustria non sta lavorando per il proprio orticello. Ma per la Camera non possono esserci soluzioni predeterminate. Noi siamo per trovare, insieme alle altre associazioni, una soluzione di alto profilo, che unisca e non divida; adeguata a Firenze e alle sfide che ha di fronte. Gli industriali vogliono lavorare per questa unità, su un programma innovativo per il prossimo mandato camerale; ci vuole un nuovo patto per far vincere Firenze e, con Firenze, gli interessi di tutti gli imprenditori. Su un galleggiamento miope, una pigra continuità, una convenienza per pochi non siamo disponibili.
Giovanni Gentile, Presidente Confindustria Firenze
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