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"Quartiere ‘Viola’ e Eurodisney calcio"
Della Valle lancia la Fondazione

Un nuovo stadio per la Fiorentina "per un taglio classico sui 40-50mila posti" da realizzare "entro tre anni in un'area dentro la città di Firenze". Previsti alberghi, cinema e un museo di arte moderna come a Bilbao. I Finanziamenti? Diego Della Valle: "Nessuno chiederà i soldi ai contribuenti. Nella Fondazione ci saranno la nostra famiglia, una grande banca d'affari e una serie di società specializzate nelle opere che realizzeremo"

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Firenze, 20 settembre 2008 - Il calcio è un gioco che ha bisogno di grandi idee e di spazi più vasti di quelli del solo rettangolo verde. Una filosofia che Diego e Andrea Della Valle hanno sposato da tempo. Così ieri hanno presentato un’idea che vola ben più alta delle tribune e della torre di Maratona dello storico stadio ‘Artemio Franchi’. Un intero ’quartiere viola’ che possa regalare a Firenze una dimensione in più. Il progetto è solo abbozzato, il plastico non è dettagliato, ma l’idea è forte. C’è il nuovo stadio, certo, ma anche un centro commerciale qualificato e una ‘Down townd, una specie di via Tornabuoni all’ennesima potenza. Ancora: cinema, alberghi, palestre, aree a verde e un altro paio di idee a dir poco rivoluzionarie: una Eurodisney dedicata al calcio e un museo di arte moderna e contemporanea, come il Guggenheim a Bilbao. Tutto senza chiedere soldi a Firenze, senza pesare in alcun modo sulle tasche dei contribuenti.

 

La voce di Diego Della Valle che interroga amministratori, politici, ma anche imprenditori, arriva chiara. "La famiglia Della Valle è pronta a impegnarsi per Firenze e per la Fiorentina, la città che cosa risponde?". Perché non servono ‘favori’, Della Valle questo lo scandisce bene, solo la certezza di poter contare su tempi amministrativi brevi, su iter burocratici giusti, ma non penalizzanti. Su una città che, come i giocatori in campo, sappia buttare il cuore al di là dell’ostacolo. E vincere.

 

La platea è di quelle che contano. In prima fila c’è il sindaco Leonardo Domenici, ci sono il prefetto Andrea De Martino e il questore Francesco Tagliente. Uno accanto all’altro siedono anche il presidente della Provincia, Matteo Renzi, l’assessore all’urbanistica della Regione, Riccardo Conti, l’assessore allo sport di Palazzo Vecchio, Eugenio Giani. Gli ultimi tre presenti in doppia veste, visto che sono tutti ‘quasi’ candidati alle prossime primarie del Pd. Del resto lo schieramento degli aspiranti sindaci sul fronte del centrosinistra è completo con l’onorevole Lapo Pistelli e gli assessori Graziano Cioni e Daniela Lastri che ascoltano attenti.

 

Le premesse
"La Fiorentina - è entrato subito nel merito Diego Della Valle - non gode di diritti tv e non ha un bacino di pubblico sconfinato anche se può contare su molta simpatia e su una buona tifoseria. Potremmo essere contenti di questo e limitarci a vivacchiare lottando per il campionato e contentandoci di essere un anno in Champions e un anno no. La nostra famiglia è ospite di Firenze, e ci riteniamo di passaggio, perché la Fiorentina appartiene a Firenze. Per questo vogliamo presentare il progetto che possa portare la squadra a competere con le grandi società europee. E’ un passo fondamentale: mettere la squadra in condizioni di avere introiti importanti, di autofinanziare la sua crescita. Perché vivacchiare non piace a noi e non piace nemmeno ai tifosi".

 

"Abbiamo cercato di guardare tutte le sfaccettature del problema - insiste il patron viola - perché il calcio è fatto di gol la domenica, ma non può essere solo questo. Noi lo pensiamo come uno strumento educativo per i giovani, con un importante ruolo sociale. Non è un caso se oggi possiamo dire che la Fiorentina è un modello anche al di fuori del calcio. Di questo, anzi, dobbiamo ringraziare anche tutte le altre realtà cittadine".

 

La proposta
L’obiettivo principale è quello di spingere i tifosi viola, e di conseguenza non solo loro, a concepire il calcio come un autentico stile di vita: "Il nostro calcio - Diego lo spiega bene - non si vive solo la domenica, quindi abbiamo pensato a un progetto che prosegua anche negli altri giorni della settimana, anche come strumento educativo per i ragazzi". La domenica poi il grande quartiere Viola potrebbe diventare l’occasione perché tutta la famiglia possa trascorrervi la giornata. La mattina al parco, o al centro commerciale, poi la partita nel nuovo stadio. "Perché nessuno può negare - è stato sottolineato - che l’aspetto dello stadio condiziona e migliora i rapporti sociali". Apre cioè le porte alla parte sana del calcio e lascia più facilmente fuori certe frange disordinate e spesso violente che tanti problemi continuano a causare. Non pensa certo alle celle di detenzione nel suo nuovo stadio, Diego Della Valle, ma casomai a una bella giornata di sport in una città dalla eccezionale bellezza, che possa magari concludersi con una passeggiata fra piazza Duomo e piazza della Signoria.

 

I numeri e i tempi
Un grande progetto, quindi, per grandi numeri: "Serviranno dai sessanta agli ottanta ettari di terreno". Della Valle non lo dice, ma pensa a Castello: "Preferiremmo che fosse a Firenze, magari nella parte nord della città". E dal momento in cui i lavori saranno iniziati, entro tre anni dovranno essere conclusi. Prima di ogni altro impianto dovrà essere pronto lo stadio. Che, come i nuovi stadi in Europa e nel mondo, avrà una capienza dai quaranta ai cinquantamila posti. "Entro un mese, un mese e mezzo, i lati tecnici di tutto il progetto - assicura Della Valle - saranno pronti".

 

I finanziamenti
"Stiamo lavorando a una serie di pensieri economici, che ci consentiranno di finanziare la Fondazione - spiega Della Valle - ci sarà la famiglia, poi una grande banca d’affari e una serie di società di gestione specializzate per le opere che intendiamo realizzare". Perché se i Della Valle pensano a un museo, pensano al Guggenheim, e se sognano un parco divertimenti tematico sul calcio vogliono rivolgersi ai migliori progettisti che dovranno creare qualcosa di unico al mondo. "Qualcosa - il patron Diego lo ripete più volte - che non abbia concorrenza e sappia attrarre tanta, tantissima gente. Un grande pubblico. Che poi possa trovare una grande ricettività alberghiera e non solo. Nel calcio, in campo e fuori, sono fondamentali i momenti, e... noi pensiamo che questo sia il momento giusto. La Fondazione Viola sarà l’unica titolare dei proventi che poi verranno distribuiti nel modo migliore. Noi non vogliamo ricavare un utile. Se questi ci saranno saranno investiti nel sociale". Poi un sassolino che Mister Tod’s non riesce a evitare di togliersi, per l’appunto, dalle scarpe: "Quando sono arrivato a Firenze mi sono sentito dire che avevo il braccino corto. Non vedo l’ora di misurare le braccia degli altri". Per ora, comunque di vero gioco si tratta, perché è 'tutto virtuale'. "Aspettiamo di capire - ha concluso Della Valle  cosa pensa -Firenze". Quando? "Tra il subito e il quasi subito".

Paola Fichera










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