Nel raggiro sono finite aziende termoidrauliche delle province di Siena, Firenze, Cremona, Parma, Modena e Reggio Emilia: il materiale che queste ultime vendevano veniva pagato dai truffatori con falsi assegni o con bonifici bancari 'fantasma'. Le rappresentanti che effettuavano gli ordini e gli acquisti di materiale vario, due ragazze rumene residenti nel napoletano, una di 40 anni l'altra di 33 anni, ma secondo gli inquirenti il vero capo sarebbe un 39enne di Marigliano (Napoli)
Siena, 7 ottobre 2008 - Falsi assegni e bonifici mai versati per una maxi truffa da oltre 90mila euro ai danni di varie aziende termoidrauliche del nord Italia. Le rappresentanti che effettuavano gli ordini e gli acquisti di materiale vario, due ragazze rumene residenti nel napoletano, una di 40 anni l'altra di 33 anni. Ma il vero 'capo truffa', secondo gli inquirenti, sarebbe un 39enne di Marigliano (Napoli), A.C., che agiva con un complice non ancora identificato.
A scoprire la maxi truffa, che faceva capo ad una azienda di Albinea, nel reggiano, intestata alle due prestanomi rumene, sono stati i carabinieri, che al termine delle indagini hanno denunciato i tre in quanto corresponsabili della truffa, messa in atto tra settembre e dicembre 2007. Nel raggiro, sono finite aziende delle province di Siena, Firenze, Cremona, Parma, Modena e Reggio Emilia: il materiale che queste ultime vendevano veniva pagato dai truffatori con falsi assegni o con bonifici bancari 'fantasma'.
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