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LA DECISIONE

Stato laicale per don Cantini
il parroco accusato di abusi sessuali

Don Lelio Cantini (nella foto), il sacerdote di 85 anni ritenuto responsabile di abusi sessuali e psicologici negli anni 1973-1987 nella sua parrocchia fiorentina della Regina della Pace è stato ridotto allo stato laicale.  Imposto dal Papa  anche ''l'obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall'Ordinario di Firenze"

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Firenze, 12 ottobre 2008  -  Don Lelio Cantini (nella foto), il sacerdote di 85 anni ritenuto responsabile di abusi sessuali e psicologici negli anni 1973-1987 nella sua parrocchia fiorentina della Regina della Pace è stato  ridotto allo stato laicale.  

 

La decisione è arrivata dal Papa, su proposta della Congregazione per la dottrina della fede. E' questa la conclusione dell'istruttoria supplementare resa nota con una 'Notificazione' diffusa in serata alla stampa dal cardinale Ennio Antonelli, amministratore apostolico della diocesi di Firenze.

 

Il Papa ha imposto anche ''l'obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall'Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica riservata alla Sede Apostolica in caso di disobbedienza''.
 

Nel testo si comunica che ''e' giunto a conclusione il procedimento canonico a carico di don Lelio Cantini, protagonista di una dolorosa e scandalosa vicenda'' e si precisa che ''l'arcivescovo Ennio Antonelli, che gia' aveva condannato il sacerdote con Decreto del 12 gennaio 2007, in presenza di rinnovate accuse da parte delle vittime disponeva d'intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede una istruttoria supplementare in data 30 giugno 2007 e quindi procedeva alla valutazione delle prove insieme a due Assessori in data 23 luglio 2008 e trasmetteva le risultanze di tutto il lavoro svolto alla Congregazione per la Dottrina della Fede''.
 

''La stessa Congregazione - prosegue la Notificazione diffusa alla stampa - ha constatato che per lunghi anni don Lelio Cantini ha commesso il delitto di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, il delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di piu' persone in occasione della Confessione, l'abuso nell'esercizio della potesta' ecclesiastica nella formazione delle coscienze. Pertanto ha deciso di proporre al Santo Padre Benedetto XVI la sua dimissione dallo stato clericale e il precetto di dimora vigilata. Il Papa in data 19 settembre 2008 ha decretato in via definitiva nei confronti di don Lelio Cantini la pena espiatoria perpetua della dimissione dallo stato clericale con la dispensa dagli obblighi sacerdotali e ha imposto con severo precetto penale, l'obbligo di dimora vigilata, in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall'Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica riservata alla Sede Apostolica in caso di disobbedienza''.

 

''L'Ordinario di Firenze - dice ancora  la nota - presentera' ogni anno alla Santa Sede una relazione sul comportamento del reo e avra' cura di lui affinche' giunga a un ravvedimento convincente anche sul piano esterno. In particolare occorrera' tenere presente che la dimora vigilata comporta che i contatti con persone estranee alla casa debbano venire esplicitamente autorizzati e rigorosamente controllati. La Chiesa Fiorentina, duramente provata da questa triste vicenda, sapra' trarne, per la grazia del Signore, motivi per una piu' fedele, generosa e coraggiosa testimonianza a Cristo Salvatore.In particolare assicurera' alle vittime degli abusi, che hanno tanto sofferto, la vicinanza umana e spirituale per rielaborare positivamente in una prospettiva di fede il male subito''. 

 

LA NOTIFICAZIONE/ IL TESTO COMPLETO

"E’ giunto a conclusione il procedimento canonico a carico di don Lelio Cantini, presbitero dell’Arcidiocesi di Firenze, protagonista di una dolorosa e scandalosa vicenda. L’Arcivescovo Card. Ennio Antonelli, che già aveva condannato il sacerdote con Decreto del 12 gennaio 2007, in presenza di rinnovate accuse da parte delle vittime disponeva d’intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede una istruttoria supplementare in data 30 giugno 2007 e quindi procedeva alla valutazione delle prove insieme a due Assessori in data 23 luglio 2008 e trasmetteva le risultanze di tutto il lavoro svolto alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

La stessa Congregazione ha constatato che per lunghi anni don Lelio Cantini ha commesso il delitto di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, il delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, l’abuso nell’esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze. Pertanto ha deciso di proporre al Santo Padre Benedetto XVI la sua dimissione dallo stato clericale e il precetto di dimora vigilata.

Il Papa in data 19 settembre 2008 ha decretato in via definitiva nei confronti di don Lelio Cantini la pena espiatoria perpetua della dimissione dallo stato clericale con la dispensa dagli obblighi sacerdotali e ha imposto con severo precetto penale l’obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall’Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica riservata alla Sede Apostolica in caso di disobbedienza. Il provvedimento è stato intimato al condannato in data 11 ottobre 2008.

L’Ordinario di Firenze presenterà ogni anno alla Santa Sede una relazione sul comportamento del reo e avrà cura di lui affinché giunga a un ravvedimento convincente anche sul piano esterno. In particolare occorrerà tenere presente che la dimora vigilata comporta che i contatti con persone estranee alla casa debbano venire esplicitamente autorizzati e rigorosamente controllati.

La Chiesa Fiorentina, duramente provata da questa triste vicenda, saprà trarne, per la grazia del Signore, motivi per una più fedele, generosa e coraggiosa testimonianza a Cristo Salvatore.

In particolare assicurerà alle vittime degli abusi, che hanno tanto sofferto, la vicinanza umana e spirituale per rielaborare positivamente in una prospettiva di fede il male subito".

 

IL COMMENTO DELLE VITTIME DI DON CANTINI

Ecco il commento del portavoce delle vittime di don Lelio Cantini: ''Non possiamo che essere soddisfatti per l'esito del processo. E' stato riconosciuto cio' che denunciamo da tanti anni. Ora ci auguriamo che sia fatta chiarezza a 360 gradi''. 

 

''Ora ci auguriamo - ha spiegato - che siano accertate le responsabilita' di chi non ha voluto credere
per tanti anni, nonostante le nostre prime denunce risalgano 1992.  Rinnoviamo la nostra fiducia  nel nuovo arcivescovo di Firenze che dovra' attuare il decreto e vigilare perché venga rispettato''.










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