E' scomparso un ragazzo disabile di 29 anni di origini brasiliane che vive a Lastra a Signa con gli zii. Il 29enne doveva passare la giornata di sabato 8 novembre al centro 'Il Faro' di Scandicci ma quando è stato lasciato davanti all'ingresso del centro la struttura sarebbe stata chiusa. I familiari hanno presentato denuncia di scomparsa ai carabinieri. Si indaga per capire esattamente cosa è successo
Firenze, 11 novembre 2008 - Da sabato pomeriggio Marcos Garcia non torna a casa. Ha 29 anni, è di origine brasiliana e vive a Lastra a Signa con gli zii. Sono stati proprio loro a presentarsi ai carabinieri di Scandicci per denunciare la scomparsa del ragazzo, che ha problemi psichici e che doveva passare la giornata di sabato al centro ‘Il Faro’ nel quartiere del Vingone, a Scandicci. Le ricerche sono condotte dai carabinieri di Scandicci, coadiuvati dal nucleo cinofilo dell'Arma, ma anche dall'amministrazione comunale che ha messo in moto il volontariato e la protezione civile. Ancora ieri notte c'erano pattuglie in tutte le strade del territorio comunale e squadre impegnate in collina.
L'ultima segnalazione attendibile dava il ragazzo brasiliano avvistato nella zona di Cerbaia. Ma ogni ora che passa diventa sempre più difficile perché del giovane sembrano essersi perse le tracce. Si sta cercando di capire anche come possa essere avvenuta la scomparsa di Marcos Garcia, che arrivava al centro di recupero con un’auto della Misericordia di Lastra a Signa e a fine giornata tornava a casa sempre grazie ai volontari lastrigiani. Il giallo dovrà essere risolto dai carabinieri, che stanno indagando per capire l'esatta dinamica della scomparsa. Secondo i responsabili del centro, la struttura sabato mattina era chiusa. Quindi non c'era nessuno ad accogliere il 29enne e a farlo entrare nelle stanze per svolgere la consueta attività di socializzazione. Come può essere andata? Possibile che il ragazzo brasiliano possa essere stato lasciato senza accompagnatore nel piazzale davanti al centro da chi effettuava il trasporto sociale? Quale che sia lo svolgimento dei fatti, il pulmino della Misericordia è tornato a riprenderlo alle 14,30, ma non l'ha trovato. "A noi interessano le ricerche - ha detto la responsabile del Centro, Giulia Mannucci - speriamo solo che Marcos sia ritrovato. Il centro comunque sabato mattina era chiuso. Il personale non c'era, il cancello era chiuso". Quando i familiari non hanno visto tornare il ragazzo, hanno contattato i carabinieri e sono partite le ricerche. Il centro Faro si trova in una struttura gestita dal Cui, associazione che si occupa da anni di disabilità. Il progetto, nato in collaborazione con due cooperative sociali, ha portato alla creazione di un centro diurno di autonomia avanzata. Il bacino di utenza è nella zona sociosanitaria nord-ovest; il centro ospita circa venti persone di età superiore ai 16 anni, con deficit psico-fisici e mentali, con interventi mirati all'accrescimento della loro autonomia individuale. Una delle scommesse del progetto è proprio quella di realizzare esperienze di inserimento socio-lavorativo come vero e proprio passepartout per abbattere le barriere della diffidenza o dell'indifferenza ed affermare così una reale cultura della diversità fondata su atti e risultati anche materiali.
Qualcosa non ha funzionato sabato mattina; è un fatto innegabile, visto che Marcos si è perso. Toccherà alle forze dell'ordine capire come possa essere potuto avvenire. Ma prima di capire, sarà necessario trovare il ragazzo, che manca ormai da quasi tre giorni all'affetto dei familiari. Le ricerche andranno avanti anche oggi. Si stanno organizzando squadre per pattugliare il territorio, con particolare attenzione all'argine del Vingone, alla Greve, alle zone collinari che portano verso la Valdipesa. "La mobilitazione - ha detto l'assessore alla protezione civile del comune di Scandicci, Osvaldo Cavaciocchi - proseguirà fino a quando non troveremo il disperso. Abbiamo diffuso la sua foto anche nei comuni vicini. La mobilitazione è completa sia tra le forze dell'ordine, dalla polizia municipale ai carabinieri, sia tra le squadre di protezione civili comunali e del volontariato". Ricerche che, di ora in ora, si fanno sempre più frenetiche. Con la speranza che in queste notti non faccia troppo freddo.
Fabrizio Morviducci
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