Il giovane, un 30enne brasiliano, era scomparso dopo che era stato accompagnato dai volontari della Misericordia di Lastra a Signa a un centro di Scandicci che assiste chi soffre di disagi psichici. Il cadavere è stato scoperto da un cercatore di tartufi. Sul posto, i carabinieri di Certaldo ed Empoli. La coordinatrice del centro, Giulia Mannucci ha affermato che ''quel giorno il centro era chiuso, lo avevamo comunicato alle famiglie"
Firenze, 14 novembre 2008 - Il brasiliano disabile scomparso sabato scorso a Firenze è stato trovato morto. Il giovane 30enne, Garcia Martiniano, era scomparso dopo che era stato accompagnato dai volontari della Misericordia di Lastra a Signa a un centro di Scandicci che assiste chi soffre di disagi psichici.
Il cadavere è stato scoperto da un cercatore di tartufi, che lo ha notato seguendo il proprio cane, che si era avvicinato al corpo. Sul posto, i carabinieri di Certaldo ed Empoli. Il corpo era in una zona collinare, boscosa e melmosa, in località Casale, fra Certaldo e Montespertoli. Il cadavere era molto sporco di fango ed era senza una scarpa. Accanto c'erano lo zaino e il giubbotto che Garcia Martiniano aveva con sè il giorno della scomparsa.
Non ci sarebbero evidenti segni di violenza sul corpo del 30enne. E', spiegano i carabinieri, quanto emerge dai primi accertamenti. Il magistrato ha disposto l'autopsia.
LA COORDINATRICE DEL CENTRO DI SCANDICCI
''Quel giorno il centro era chiuso, lo avevamo comunicato da giorni alle famiglie. Quando hanno lasciato Marcos, il cancello era chiuso e ad accoglierlo non poteva esserci nessuno''. Lo ha detto Giulia Mannucci, coordinatrice del centro diurno di Scandicci dove sabato i volontari della Misericordia hanno accompagnato Marcos Garcia Martiniano. Da circa un anno, dopo la morte di sua madre, in Brasile, Marcos era arrivato in Italia e abitava con gli zii. ''Gli zii di Marcos - ha spiegato la coordinatrice del centro - mi hanno detto che si erano dimenticati del fatto che quel giorno il centro sarebbe stato chiuso. Non so se i volontari della misericordia ne fossero a conoscenza: quello del trasporto non è un servizio che gestiamo noi''. ''Marcos - ha concluso - aveva un lieve ritardo mentale, era idrocefalo. In Italia aveva incontrato qualche difficoltà soprattutto per la lingua. Noi stavamo lavorando anche per insegnargli l'italiano''.
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