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LA STORIA

"Giorgio, non portarmi via Dumbo"

Caro Panariello, mi chiamo Maycol Orfei ho 10 anni e sono un bambino del circo. Lei mi piace molto, è simpatico e la guardo sempre in televisione. Ma qualche giorno fa ho visto in televisione che vuole levare gli animali al circo perché li trattiamo male. Non è vero noi gli animali li trattiamo bene. Io voglio molto bene a Dumbo, il mio Elefantino... Siete d'accordo o no ai circhi con gli animali? Scrivi a nazioneonline@quotidiano.net

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Firenze, 14 dicembre 2008 - Caro Panariello, mi chiamo Maycol Orfei ho 10 anni e sono un bambino del circo. Lei mi piace molto, è simpatico e la guardo sempre in televisione. Ma qualche giorno fa ho visto in televisione che vuole levare gli animali al circo perché li trattiamo male. Non è vero noi gli animali li trattiamo bene, e gli vogliamo bene sono i nostri compagni di lavoro. Io voglio molto bene a Dumbo, il mio Elefantino, quando sono nato lui era già qui da tanti anni e nessuno deve portarmelo via.
Maycol e Dumbo Orfei

 

Non ha scritto a Babbo Natale, il piccolo Maycol. Ha mandato (virtualmente, tramite le colonne de La Nazione) la sua letterina a Giorgio Panariello, uno dei suoi beniamini. E non per chiedergli un regalo, ma per rivolgergli una preghiera. Una richiesta che - da bambino di dieci anni - fa a un adulto di cui ha grande stima, nella speranza di fargli cambiare idea, foss’anche un pochino. "Poche righe, le ha buttate giù di getto subito dopo aver visto Panariello alla tv", racconta la mamma, anche lei parte della grande famiglia del Circo Amedeo Orfei -. E’ rimasto molto male, Maycol, sentendo il pensiero di Panariello sul circo e sugli animali. Gli è venuta una gran paura che qualcuno potesse portargli via il suo amico Dumbo, e così ha deciso di scrivergli".

 

Ma lui, Giorgio Panariello, non ha certo cattive intenzioni. "Amo gli animali, è vero, ma anche i bambini", sorride il comico toscano, raggiunto al termine di una faticosa giornata di lavoro. "E’ vero, sono molto impegnato con le associazioni che fanno parte della ‘Squadra degli animali’: da quando ho scritto ‘Non ti lascerò mai solo’, il libro che racconta il bel rapporto tra un uomo e un cane, il mio impegno è molto aumentato, sono diventato una specie di testimonial degli animali. Non a caso gran parte del ricavato delle vendite del libro verrà destinato proprio a loro".

 

Veniamo al circo, al piccolo Maycol: cosa gli risponde? Dopo aver letto la sua letterina, pensa ancora che la soluzione giusta sia una scelta... ‘radicale’?

"Sai com’è, quando sposi una causa non puoi a fare distinzione: circhi buoni, circhi ‘cattivi’... C’è una proposta di legge: l’onorevole Gabriella Giammanco è la capofila di questa mobilitazione di parlamentari che stanno lavorando per mettere la parola fine alla presenza di bestie nelle piste e nelle gabbie dei circhi italiani. Sinceramente la ritengo un acosa giusta".

 

Quindi, mai più animali in pista...

"So bene che esistono grandi famiglie circensi, come gli Orfei e i Togni, che hanno grande cura e riguardo, ma si può vivere di circo anche senza animali. Si può e si deve fare".

 

Un esempio?

"‘Il Cirque du soleil’ è la dimostrazione che si può fare un circo migliore, con artisti da tutto il mondo".

 

E gli animali?

"Mi dispiace, ma tigri, elefanti, leoni e tutte le bestie utilizzate per fare spettacolo, ormai incapaci di tornare in libertà, dovrebbe essere accolte in strutture dove poter condurre una vita più vicina possibile a quella che ha pensato per loro Madre Natura". 

Letizia Cini










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