Il direttore Allegra: "E' previsto dai contratti di lavoro ed è mia competenza". La presidente di Li - nea ai sindacati: "Sulla sicurezza speculazioni allarmistiche". Bonus per oltre 500mila euro a dirigenti e quadri: hanno raggiunto gli obiettivi. "Nessuno scandalo"
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Firenze, 4 luglio 2009 - Un regalo di oltre mezzo milione di euro, un cadeau riservato a dirigenti, superquadri e quadri che avvelena un po’ di più l’aria attorno a Ataf. Ha il sapore di un guanto di sfida quello che il direttore generale Filippo Allegra avrebbe lanciato nei confronti del sindaco Matteo Renzi che si prepara a contrattare la sua buonuscita. Nonostante le avvertenze dei consiglieri d’amministrazione (almeno degli altri due rispetto alla ex presidente Maria Capezzuoli) e i richiami all’opportunità di non gravare sui bilanci e di riparametrare i premi, il direttore generale ha deciso di erogare la seconda rata del premio ai dipendenti e di dare quanto promesso al management dell’azienda di trasporti.
Una squadra composta da quattro dirigenti e una trentina di superquadri e quadri. E il premio che Allegra avrebbe generosamente elargito sarebbe di 30mila euro per i dirigenti e di 15mila per il resto della truppa. Un totale da 600 mila euro che graverebbe non poco sulle esauste casse dell’Ataf. I sindacati affermano di non saperne nulla e che si tratterebbe solo di indiscrezioni. Per Filippo Allegra invece è «una decisione scontata, che rientra nelle competenze della direzione e che non ha nulla di scandaloso. Nelle altre aziende dove ho lavorato queste decisioni erano normali, qui diventano qualcosa di cui parlare».
Nemmeno sull’anticipo della consegna del premio, il direttore generale di Ataf è d’accordo. «C’è chi pensa che debba avvenire dopo l’assemblea dei soci - dice - e chi invece parla di scadenze di ordinaria amministrazione. Non è stata fatta nessuna mossa impropria. Siccome sono stati rispettati gli obiettivi prefissati è scontato che ci sia il premio per dirigenti e dipendenti. Abbiamo anche deciso di fermarci al 95 per cento del pattuito. 30mila euro per i top manager? Sinceramente non lo so, non mi occupo della questione. Penso che per i quadri sia giusta la somma di 15mila euro».
Quali sono gli obiettivi rispettati da un’azienda che è in deficit perenne e che è costantemente accusata dalla Provincia di non rispettare il contratto di servizio? Il direttore generale li elenca diligentemente: «L’approvazione del bilancio da parte del consiglio d’amministrazione è uno degli obiettivi. Un altro è aver ridotto il deficit di oltre il 50 per cento, altro ancora è aver rispettato i chilometri percorsi nel contratto di servizio e aver ridotto il tasso di assenteismo. Ogni area ha poi un suo obiettivo. E sono stati raggiunti tutti. In ogni caso i premi sono una competenza esclusiva della direzione generale e vengono decisi al momento dell’assunzione. Così come tocca al direttore decidere quando erogarli».
Nessun dubbio sfiora Allegra sull’opportunità del momento di passaggio che sta vivendo Ataf, su bilanci in perdita e su premi elargiti qualche giorno prima dell’incontro con la nuova amministrazione per trovare un accordo sulla sua buonuscita. Quei premi da oltre mezzo milione di euro erano dovuti come da contratto. I richiami all’opportunità? «Non mi è stato fatto nessun richiamo. E comunque - è la conclusione - la decisione non rientra nelle competenze dell’assemblea dei soci o del consiglio».
Pino di Blasio
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