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TRIBUNALE

Colpevole dell'ammanco nella casse Uisp
Due mesi all'allora dirigente di calcio a 5

Pasquale Vento, 44 anni, è stato condannato a due mesi di reclusione e duecento euro di multa - pena poi condonata - per appropriazione indebita e al risarcimento dei danni alle parte civili. E’ stato riconosciuto colpevole di avere 'intascato' i soldi dei tornei di calcio a 5 della Uisp giocati nell’estate 2004

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Tribunale Grosseto, 11 luglio 2008 . E’ stato riconosciuto colpevole di avere 'intascato' i soldi dei tornei di calcio a 5 della Uisp giocati nell’estate 2004. E alcune cauzioni dei campionati 2003/2004, per un totale di 16.955 euro. Pasquale Vento, 44 anni, carabiniere in servizio al Comando provinciale di Grosseto, è stato condannato a due mesi di reclusione e duecento euro di multa - pena poi condonata - per appropriazione indebita e al risarcimento dei danni alle parte civili, liquidati in 16.955 euro per danni materiali e a 10.000 per danni morali al Comitato provinciale della Uisp, oltre a 10.000 euro di danni morali alla Uisp regionale. Vento, che è stato accusato nella veste di responsabile della sezione calcio a 5 dell’Unione italiana sport popolari, è stato assolto, invece, dall’accusa di frode informatica perché il fatto non sussiste.

 

I fatti risalgono al 2004, quando dal Comitato Uisp si sono accorti della mancanza di somme di denaro relative a 18 tornei di calcio, che si erano svolti da giugno ad agosto 2004, per un totale di 17.500 euro. Cui vanno aggiunti 4.400 euro per le cauzioni versate da 22 società per l’iscrizione al campionato 2003/2004. "Ammanchi" di cui gli altri dirigenti si sono resi conto quando gli arbitri che avevano diretto le partite dei tornei sono andati a riscuotere i rimborsi spese pattuiti e l’amministrazione dell’Unione, in alcuni casi, non era neanche a conoscenza che le somme erano stato incassate da Vento, secondo quanto sostenuto dall’ accusa, il quale, messo davanti alle richieste di spiegazioni, ha riconosciuto che il denaro non c’era e che si sarebbe accollato lui l’onere di restituirlo al Comitato, senza però spiegare dove quei soldi erano andati a finire.

 

A dicembre 2004, poi, Vento ha restituito la somma di 9.500, in due trance e si è assunto l’impegno di pagare i rimanenti 13mila a rate: 500 euro ogni mese. Ne ha pagate due e poi ha smesso, asserendo di essere stato offeso dalle voci, che secondo lui erano state messe in giro dalla Uisp, sui presunti motivi che lo avrebbero spinto ad appropriarsi dei soldi. A quel punto, siamo a marzo 2005, la Uisp, assistita dall’avvocato Riccardo Guerra, ha deciso di sporgere denuncia alla Procura. Dopo alcuni rinvii e quattro o cinque udienze, il giudice Giovanni Puliatti ha riconosciuto Vento colpevole di appropriazione indebita, ma non di frode informatica. "Sono soddisfatto perché il giudice ha ritenuto l’imputato colpevole di avere preso i soldi della Uisp - ha commentato l’avvocato Guerra - ma sono rimasto sorpreso che le attenuanti generiche siano state ritenute prevalenti all’aggravante contestata, che era l’avere commesso il reato come prestatore d’opera. E non capisco perché non ci sia stata concessa la provvisoria esecuzione per quanto riguarda il risarcimento dei danni".

 

Aveva, invece, chiesto l’assoluzione per entrambi i capi di imputazione il legale di Vento, l’avvocato Roberto Cerboni. "Non siamo soddisfatti, anche se per l’ipotesi più grave il mio assistito è stato assolto - ha dichiarato Cerboni - Anche perché per l’appropriazione indebita si deve provare l’intenzione di avere preso i soldi. Il mio cliente davanti ad un ammanco nel settore da lui diretto si è solto assunto l’onere di restituire il denaro. Attenderemo le motivazioni, ma ritengo che proporremo ricorso".

Cristina Rufini

 









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