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di ANTONIA CASINI LE VIE DEL CINEMA sono infinite. Si potrebbe dire parafrasan...

di ANTONIA CASINI
LE VIE DEL CINEMA sono infinite. Si potrebbe dire parafrasando il titolo dell’itnerario permanente al Goldoni, sottotitolo, «Dalla lanterna magica al proiettore digital...
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2008-05-25
di ANTONIA CASINI
LE VIE DEL CINEMA sono infinite. Si potrebbe dire parafrasando il titolo dell’itnerario permanente al Goldoni, sottotitolo, «Dalla lanterna magica al proiettore digitale». Infinite perché dal grande schermo, queste strade dell’immagine andranno a finire sul palcoscenico, quello storico cittadino. Due le iniziative parallele su cui si spalanca il sipario. La prima: la ‘mostra’ (nelle foto) alla Goldonetta, un viaggio tra gli strumenti livornesi del cinema dal 1899 al 1930, che si trovavano nei sotterranei del Goldoni. Tutto il materiale - dal pathé frères, rara macchina degli albori, all’officine San Giorgio, in grado di proiettare i film in normali pellicole a 35millimetri - è stato restaurato. L’immagine che si mostra, ma anche come mezzo. Che servirà alla Consulta dei videomaker nata all’interno del festival dedicato a Pasolini, «Comizi di maggio». Proprio lui, scrittore, poeta e regista che ha utilizzato l’immagine per narrare la società. Consulta, formata inizialmente da Cuccu, ordinario all’università di Pisa, il regista Barresi, il produttore Eagle picture, Capanna. E ancora: Bassoni, cda Fondazione Goldoni, Daddi, ad Granducato, Farinelli del comitato scientifico della Fondazione, Lasagni, segretario Agis Toscana, Lischi, docente di video, Sardelli, webmaster e Verde, teknoartista. Ma la cui «partecipazione ai lavori è ingresso libero». Solo teoria? «Mettendo a disposizione il teatro e il suo patrimonio di idee», si punta a produzioni a tutto campo, concerti, lirica, prosa. «Un cerchio», spiega il presidente della Fondazione, Bertini che lo coordina. «Aperto, però», sottolinea. Perché «il mondo della pellicola si è aperto ai 5 sensi». Poi parla delle «4 qualità del cinema: «È arte, racconto, professione ed economia». Qualità che «esistono al di là del luogo in cui si trova. Il film è stato liberato». Anche se non si può ancora scaricare gratis da internet. «Occorre trovare gli accordi economici», assicura. Sul progetto delle immagini: «Rimaniamo in attesa di proposte e idee, per il prossimo incontro prima di agosto. Ma la nostra lirica sarà sempre più multimediale. Tra gli spettacoli di cabaret vorremmo introdurre dei videoclip e le didascalie nei concerti. Torneremo a Londra il 18 settembre con un prodotto filmato. Faremo back stage delle nostre attività produttive». Un settore che stimola Barresi: «Mi piacerebbe fare riprese che documentano il lavoro di uno spettacolo lirico. Esiste un mercato per questo settore, come in Giappone. Mi intriga anche usare proiezioni video per i fondali». I soldi? «Si trovano, partiamo dalle idee».









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