Venerdì 28 novembre si ferma l’altoforno alla Lucchini. Non ripartirà fino al 2 gennaio 2009. Scatterà la cassa integrazione per 1600 dipendenti. In fabbrica ne rimarranno circa 700. Trattandosi di uno stabilimento a ciclo siderurgico integrale, si fermeranno per mancanza di alimentazione gli impianti a valle dell’altoforno come l’acciaieria e le colate continue e poi i laminatoi
Livorno, 21 novembre 2008 - Venerdì 28 novembre si ferma l’altoforno alla Lucchini. Non ripartirà fino al 2 gennaio 2009. Scatterà la cassaintegrazione per 1600 dipendenti. Lo ha annunciato l’azienda ai sindacati che stanno ancora organizzando le chiusure dei reparti, le modalità verranno comunicate lunedì nelle assemblee che le Rsu terranno in fabbrica. Trattandosi di uno stabilimento a ciclo siderurgico integrale, si fermeranno per mancanza di alimentazione gli impianti a valle dell’altoforno come l’acciaieria e le colate continue e poi i laminatoi. Cassa integrazione per 1600 lavoratori e ne rimarranno in fabbrica circa 700.
Non si fermerà infatti la cokeria che è un impianto che non può smettere di produrre coke, ma al limite rallentare, ed il treno a rotaie che ha ancora ordinativi. Inoltre lavoreranno gli addetti agli impianti marittimi in relazione all’arrivo delle navi. L’altoforno non verrà spento completamente, ma marcerà, con la carica in bianco, cioè con l’alimentazione del solo combustibile coke senza introdurre il minerale di ferro e quindi non ci sarà produzione di ghisa per alimentare gli impianti e produrre acciaio.
E’ la crisi economica che sta investendo la fabbrica piombinese e le imprese che vi operano, una crisi che continua ad aggravarsi. A dicembre, intanto anche ArcelorMittal Piombino chiuderà la fabbrica (ex Magona) per un mese: per adesso i dipendenti, circa 800 usufruiranno delle ferie, per chi le finirà scatterà la cassa integrazione, così come scatta per sei mesi per 100 dipendenti dello stabilimento di Avellino.
Maila Papi
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