Nella grande villa di via Byron a Montenero, il via vai di parenti, politici e persone che hanno testimoniato il loro affetto alla famiglia Di Lorenzo. L’altro figlio, Massimiliano, che si trova ancora a Mumbai, racconta chi lo ha sentito, fisicamente sta bene. Ma non si dà pace: si trovava con il padre Antonio, quando è iniziato tutto. In pochi conoscono la famiglia, riservatissima. Quando era in Italia Antonio Di Lorenzo andava spesso a pregare al santuario di Montenero
Livorno, 29 novembre 2008 - La moglie di Antonio è riuscita a riposare per qualche momento. Solo qualche attimo nella sua stanza. Poi, anche per tutto il giorno di ieri, nella sua grande villa in via Byron a Montenero, il via vai di parenti, politici e persone che hanno testimoniato il loro affetto alla famiglia Di Lorenzo. "Ho incontrato soltanto il figlio, Gabriele, distrutto — racconta l’assessore regionale alla cooperazione internazionale, Massimo Toschi — Ci siamo visti nel giardino: difficile andare oltre per me". "Un dolore terribile" racconta l’assessore venuto a Livorno in rappresentanza della Regione. "Abbiamo parlato di questioni personali, delle quali non voglio dire niente così come mi ha chiesto la famiglia".
Nessun riferimento al terrorismo, citato più volte dai familiari a chi chiede loro un commento sulla tragedia. L’altro figlio, Massimiliano, che si trova ancora a Mumbai, racconta chi lo ha sentito, fisicamente sta bene. Ma non si dà pace: si trovava con il padre Antonio, quando è iniziato tutto. Poi, per ore, come ha raccontato lui stesso sul suo sito, non ha saputo più nulla. E ora vuole soltanto riportare il papà a casa. "Massimiliano ha parlato solo con mia figlia (Alessandra, ndr)", ci racconta Gigliola Luperini consuocera di Antonio, che abita a Livorno. "Siamo molto stanchi — prosegue la madre di Alessandra — Mia figlia, che ora si trova in Svizzera, dove abita, è sposata da 11 anni. Antonio Di Lorenzo era una persona generosa, affettuosa con i nipotini (Matteo e Margherita, di 9 e 2 anni, ndr)".
In pochi conoscono la famiglia, riservatissima. Quando era in Italia Antonio Di Lorenzo andava spesso a pregare al santuario di Montenero. Ed è stato proprio il suo parroco, don Luca, a portare conforto e sollievo alla famiglia, non appena ha saputo della notizia, anche su consiglio del vescovo, monsignore Simone Giusti. "Lo conoscevo dagli anni ’80 — racconta Maurizio Belli, il suo commercialista — ma non lo vedevo da un anno. Antonio Di Lorenzo era una persona di grande intelligenza. Ma anche molto riservata, come la sua famiglia. Lui, un esperto nel suo settore, l’alta finanza".
Maria Nudi e Antonia Casini
Il festival un po' letterario, un po' gastronomico, si svolgerà il 7, l'8 ed il 9 novembre in vari locali e strutture culturali dell'antico quartiere Venezia. Tra i protagonisti dei vari incontri in programma anche un livornese d'eccezione come Paolo Virzì