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PRIMO PIANO - CARENZA D'ORGANICO

"Ogni difficoltà diventa un'emergenza"
Grido d'allarme dei vigili del fuoco

"Ogni difficoltà diventa un’emergenza". E’ la massima di chi, da mesi, denuncia una carenza di organico. Grave. Tanto che la notte di San Silvestro le decine di incendi, tra cassonetti, negozi e barche, sono state gestite grazie alla 'coscienza' di qualcuno e alla volontà di "chi, pur non essendo di turno si trovava in caserma a festeggiare l’ultimo dell’anno con la famiglia, e ha aiutato i colleghi"

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Livorno, vigili del fuoco (foto Novi) Livorno, 7 gennaio 2009 - "Ogni difficoltà diventa un’emergenza". E’ la massima di chi, da mesi, denuncia una carenza di organico. Grave. Tanto che la notte di San Silvestro le decine di incendi, tra cassonetti, negozi e barche, sono state gestite grazie alla 'coscienza' di qualcuno e alla volontà di "chi, pur non essendo di turno si trovava in caserma a festeggiare l’ultimo dell’anno con la famiglia, e ha aiutato i colleghi". Una notte di fuoco per i pompieri labronici: almeno una decina di cassonetti bruciati dai petardi, il negozio di giocattoli in via Garibaldi in fiamme, il rogo a Castorama, il razzo sparato al porticciolo del Calambrone dove hanno preso fuoco e sono state affondate sei imbarcazioni, due interventi nelle case e un incidente. Una raffica di servizi difficile da affrontare con soltanto due partenze. "Anche rispondere al telefono — raccontano i sindacati — in quella situazione era difficile". Considerando oltretutto che il 115 isolano è stato da poco chiuso e fatto confluire nella sede centrale.
 


A parlare dei loro tanti problemi in un giorno di festa, la Befana, sono tutte le principali sigle: Cgil, con Luca Bacci e il delegato Massimo Montauti, Uil, Roberto Lenzi e Roberto Tessari, Cisl, Marco Galigani e Rdb, Paolo Catola. "Vogliamo far sapere ai cittadini in un giorno in cui anche noi festeggiamo che se arriviamo tardi quando dobbiamo fare una normale apertura porta non è colpa nostra. Abbiamo altri servizi più urgenti e pochissime risorse". Quindi, passano al loro racconto della notte del 31 dicembre. "Per spegnere l’incendio da Castorama — ricordano — abbiamo operato contro ogni regola di sicurezza. E, per primo, è intervenuto uno dei nostri precari che si trovava in zona per caso. Se non avesse agito d’istinto, ma anche seguendo la sua esperienza, il titolare del centro commerciale, entrato nel negozio quando c’era un grande fumo, avrebbe avuto conseguenze più gravi. E invece si è intossicato solo leggermente".
 


Difficile capire fino in fondo un sistema fatto di pedine, poche, e di esigenze della provincia. Tante. «Entro quest’anno andrà in pensione una decina di persone. Dei 1300 vigili entrati con il concorso nazionale non sappiamo ancora se e quanti saranno destinati alle nostre zone. E comunque non saranno operativi prima di mesi: devono seguire un corso di formazione. Poi ci sono i colleghi specializzati che sono spesso in giro per l’Italia, come i cinofili. Basti pensare che per l’Unione europea in Italia i pompieri dovrebbero essere almeno 45mila, mentre sono 25mila. Ci sono poi i vigili discontinui in attesa di essere regolarizzati: sono 2 per turno". Non solo. "I fondi per richiamare il personale da libero da inizio anno sono bloccati. Che cosa dobbiamo dire ai cittadini quando ci chiedono aiuto?". Le dodici unità promesse dal sottosegrtario Nitto Palma al senatore Filippi e all’onorevole Velo? "Non vorremmo che si trattasse dei sei capisquadra arrivati da altre province il 22 dicembre, di cui quattro sono stati già trasferiti, e di sei inviati al porto che non sono ancora operativi".
 


L’eta’. Il più giovane in questo corpo? Ha tra i 38 e i 40 anni. Manca il turnover. E alcuni interventi a cinquant’anni si fanno sentire: "Se si lavora di notte, il giorno dopo siamo senza voce", affermano. "Non basta più un salto per arrivare oltre una staccionata ma servono le scale. Tutto si rallenta con i rischi che ne conseguono". Fino ad arrivare al capitolo stipendio: "Dopo 11 anni di servizio si guadagna 1300 euro al mese. In pensione dopo 40 anni si va con 1700 euro". Troppo poco per una responsabilità enorme.

Antonia Casini










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