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POLIZIA, OPERAZIONE 'NO PROBLEM'

Truffe alle assicurazioni con gli incidenti: 72 nei guai

Chiusa l’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni per migliaia di euro, realizzate attraverso prognosi gonfiate e certificati fasulli. 13 rinviati a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, 59 fra automobilisti e medici sono accusati di concorso in truffa con posizioni più marginali

Un volante della polizia Lucca, 6 ottobre 2007 - Chiusa l’inchiesta della Procura sulle truffe alle assicurazioni per migliaia di euro, realizzate attraverso prognosi gonfiate e certificati fasulli, grazie anche alla compiacenza di alcuni medici. Si tratta dell’operazione 'No problem' condotta dalla polizia stradale di Lucca, squadra di polizia giudiziaria, sotto la supervisione del compartimento della Polstrada Toscana che il 10 luglio dello scorso anno aveva portato in carcere alcune persone, fra le quali i titolari dell’agenzia 'Infortunistica Toscana' con sede in via Romana ad Antraccoli.

 

La Procura ha notificato in questi giorni gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e si appresta ora a chiedere il rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa a carico di 13 persone (titolari e dipendenti dell’agenzia di pratiche infortunistiche, un medico e un ufficiale della Polizia municipale, alcuni carrozzieri). Altri 59 fra automobilisti e medici sono invece accusati di concorso nella truffa con posizioni più marginali. In tutto si tratta di 72 persone che rischiano il rinvio a giudizio. Ma prima che parta la richiesta al Gip da parte del pm, potranno chiedere di essere ascoltati per chiarire la propria posizione.

 

I tredici per i quali si ipotizza il reato più grave, l’associazione a delinquere, sono la titolare dell’agenzia 'Infortunistica Toscana', Patrizia Dal Poggetto, 44 anni, e il marito Luigi Donati, di 47, ritenuto la mente del sodalizio; Manuela Dal Poggetto, 39 anni, sorella della titolare; Antonio Bartolini, 55 anni, tenente della Polizia municipale di Lucca, già responsabile del settore ufficio sinistri ed edilizia, accusato di segnalare tempestivamente gli incidenti più interessanti; Virginio Bertini, 55 anni, medico, accusato di aver firmato certificati falsi su richiesta dell’agenzia; Maurizio Citti, 40 anni, intermediario tra le vittime dei sinistri e l’agenzia; Cristina Del Carlo, 41 anni, fisioterapista (ma senza titolo abilitativo) e moglie del Citti; Roberta Martini, 38 anni di Lucca ed Elisa Meschi, 26 anni di Collodi, impiegate dell’Infortunistica; Luca Meschi, 50 anni, titolare della carrozzeria 'Azzurra' a Capannori e padre di Elisa; Paolo Consani, di 60 anni e Monia di 38, padre e figlia, rispettivamente titolare e impiegata dalla carrozzeria 'La Freddana' entrambi di Massarosa; Fernando Barsi, 56 anni, socio della carrozzeria 'Indiana' di Segromigno.

 

Secondo gli inquirenti, vi era dunque un sodalizio criminale che realizzava le truffe ai danni delle agenzie di assicurazione. Il sistema? Per la Procura, gli incidenti erano veri, ma si lucrava poi sui danni effettivi e sugli infortuni, ad esempio allungando esageratamente le prognosi o attestando patologie inesistenti sulla base di certificati medici. Molti venivano redatti dietro un compenso che poteva oscillare tra i 250 e i 1000 euro senza neppure visitare il presunto infortunato. Sono poi emerse false testimonianze di persone «reclutate» ad hoc, false ricevute di massaggi fisioterapici, noleggi di auto di cortesia e falsi servizi di carro-attrezzi. Il guadagno su ciascun infortunio truccato partiva dai duemila fino anche ai 12mila euro. In totale, le indagini della Polstrada, con 18.100 chiamate intercettate e oltre 400 fax passati al setaccio, hanno consentito di accertare decine e decine di truffe su altrettanti sinistri.

 

L’operazione 'No problem' era scattata nel febbraio 2005, dopo la querela di un automobilista coinvolto in un incidente: aveva ottenuto come risarcimento solo una parte di quanto gli doveva essere corrisposto in base alla pratica della società 'Infortunistica Toscana' e aveva denunciato tutti quanti.

Paolo Pacini










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