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FINANZA

Due in carcere per un pestaggio
legato al mondo dell'usura

Guardia di Finanza di Lucca gettano una luce piuttosto inquietante sul fenomeno sommerso dell’usura. In carcere sono finiti due fratelli: Ruggero Puca, 48 anni di Ponte Buggianese dipendente di una ditta edile, e Carmine Puca 41 anni di Montecatini Terme, impresario edile. Semplice obbligo di dimora invece per un muratore albanese di 28 anni di Montecatini

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Lucca, 20 gennaio 2008 - Ruggero Puca è accusato anche di concorso in usura, gli altri due solo di lesioni gravi. Tutto nasce da un episodio solo apparentemente di poco conto: un’aggressione ai danni di un 53enne di origine pisana, procacciatore d’affari, che abita da molti anni alla periferia di Lucca. Il fatto, accaduto il 13 giugno scorso nel Capannorese, davanti a un bar di Santa Margherita, non passa però inosservato. A sorprendere gli inquirenti sono le modalità anomale: un agguato in pieno giorno con calci, pugni e colpi di bastone, sferrati senza troppi scrupoli davanti a testimoni. Il procacciatore d’affari resta a terra esanime, con il naso fratturato e una rotula in pezzi. La Finanza comincia a indagare a fondo e scopre che la vittima dell’aggressione ha strani contatti con i suoi assalitori, due fratelli di origine napoletana e un muratore albanese. Si sospetta un «regolamento di conti» e scattano indagini patrimoniali.

 

Salta così fuori che Ruggero Puca è coinvolto in un affare poco chiaro insieme alla sua vittima 53enne di origine pisana: un grosso giro di usura ai danni di una imprenditrice di Pisa e del figlio, che hanno messo nelle mani di un usuraio, un pensionato di Bagni di Lucca. Madre e figlio, a corto di liquidi per una complessa operazione immobiliare, erano stati convinti a farsi dare un prestito mascherato attraverso la vendita di quattro loro immobili all’Elba del valore di 2 milioni di euro. In cambio di appena 300mila euro in contanti, le case erano state cedute alla figlia del pensionato, ora anch’essa indagata, con la possibilità di riscattarli entro un anno ma al prezzo 700mila euro. Un giro di usura con un tasso superiore al 150%, smascherato dalle indagini dei finanzieri della polizia tributaria di Lucca diretti dal comandante provinciale colonnello Paolo Cussotto e dal capitano Gabriele Di Guglielm.

 

Allo scadere dell’anno, le due vittime del raggiro usuraio non sapevano come pagare i 700mila euro. A quel punto, grazie alle indagini delle Fiamme Gialle, su richiesta della Procura, il tribunale sequestra gli immobili che rischiavano di finire per sempre nelle mani degli usurai. Case e appartamenti che ora sono stati invece affidati in custodia agli originari proprietari. E intanto l’ipotesi investigativa sull’episodio dell’aggressione è che i picchiatori abbiano agito per forti divergenze nelle strategie da intraprendere e nella gestione di quella «torta» da centinaia di migliaia di euro. Anche il procacciatore d’affari pestato a sangue è intanto indagato per concorso in usura. E l’inchiesta della Procura potrebbe riservare altre sorprese.


Paolo Pacini










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