L'azienda sanitaria tenta di razionalizzare e controllare la spesa sanitaria. Parole ricorrenti che alla fine nascondono un taglio nei servizi che non va giù a pazienti e familiari che hanno necessità di protesi o comunque di ausili per varie forme di invalidità
Lucca, 21 febbraio 2008 - "Razionalizzare e controllare la spesa sanitaria". Sono parole ormai ricorrenti nelle decisioni dell’Azienda sanitaria; parole che alla fine nascondono un taglio nei servizi. Oggi a sollevare la protesta sono i pazienti (con le loro famiglie) che hanno necessità di protesi o comunque di ausili per varie forme di invalidità. Nel mirino c’è una delibera del direttore generale dell’Usl, Tavanti, che contiene il regolamento per la concessione delle protesi e degli ausili che sono previsti da un decreto del Ministero della sanità che risale all’agosto 1999. Come abbiamo evidenziato nel grafico in alto nella pagina il regolamento aziendale dell’Usl di Lucca, approvato nell’agosto scorso, prevede una serie di divieti, ovvero una serie di impossibilità di prescrivere contemporaneamente alcuni ausili definiti di gruppo 'B'. Ci sono divieti di prescrizione che appaiono veramente limitanti per alcune categorie di invalidi che hanno necessità di più ausili. Nell’elenco allegato al regolamento dell’Usl sono indicati i possibili intrecci relativi a otto categorie di presidi sanitari del gruppo B: 1) letto ortopedio con snodi, 2) sponde di contenimento, 3) materasso antidecubito, 4) carrozzella a telaio rigido, 5) carrozzella pieghevole, 6) cuscino antidecubito, 7) sollevapersone, 8) montascale a cingoli o a ruote. Mentre per altre protesi o ausili: tipicamente quelle acustiche, ortopediche (comprese le calzature), spinali, ottiche, per la respirazione o quelle personalizzate la prescrizione deve essere firmata da un medico specialista, per gli ausili del gruppo 'B' la prescrizione può essere firmata anche da altri medici. Ma è proprio su questa categoria di presidi sanitari che si abbatte la scure dei tagli e dunque dei divieti di prescrizione contemporanea.
"Sono divieti - dicono i parenti di alcuni invalidi - che appaiono incredibili e che differenziano i residenti in Lucchesia da quelli di altre zone della Toscana. Ciò significa che in altre zone si ottengono ausili che a Lucca sono vietati. Scorrendo il regolamento dell’Azienda Usl si scopre che è impossibile richiedere e quindi ottenere il riconoscimento del montascale, della carrozzella pieghevole o del cuscino antidecubito per chi ha ottenuto il letto ortopedico con snodi. In realtà appare già difficile ottenere il riconoscimento dello stesso letto ortopedico e di una carrozzella a telaio rigido che avviene soltanto se il programma di recupero del paziente prevede la necessità di partecipare ad alcuni momenti importanti della vita familiare, per esempio ai pasti a tavola". Nella denuncia dei parenti dei pazienti si ricorda che "esistono molte tipologie di invalidità che danno diritto all’assistenza protesica, ma soprattutto vari livelli di inabilità che dunque rendono necessaria una valutazione caso per caso senza imporre divieti assoluti". In effetti lo stesso regolamento dell’Azienda sanitaria prevede che l’assistenza con ausili o protesi è riconosciuta, in base alle loro menomazioni o disabilità invalidanti a varie categorie che possono comprendere persone più o meno giovani. Si va dagli invalidi civili, di guerra e per servizio ai privi di vista e ai sordomuti; dai minori con necessità di interventi di prevenzione cura e riabilitazione di un’invalidità permanente a chi è laringectomizzato, tracheotomizzato, ileo-colonstomizzato, urostomizzato; dai portatori di cateteri permanenti a chi ha gravi patologie che lo obbligano all’allettamento, da chi ha subito l’amputazione di un arto alle donne operate al seno o con malformazioni congenite al seno. A queste categorie si aggiungono tutti coloro che dopo un periodo di ricovero hanno la necessità di applicazione di una protesi o di un ausilio prima di poter tornare a casa, anche al fine di attivare un progetto riabilitativo per una menomazione grave e permanente.
P.M.
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