Lucca, 10 aprile 2008 - Quattro gli indagati per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di falso in atto pubblico. Si tratta di A.P., ragioniere di 48 anni abitante nella Piana, operante in particolare con ditte del settore calzaturiero; A.F., lucchese di 60 anni residente a Buti, anch’egli operante nel calzaturiero; M.M., pisano di 52 anni abitante a Lucca; e C.P., pregiudicato napoletano di 49 anni ufficialmente titolare di un’azienda di manutenzione di macchinari. Rischiano da 4 a 12 anni di reclusione. Anche perché si erano fatti pagare dai 2000 ai 3000 euro per ciascuna pratica «taroccata».
L’indagine era partita nel gennaio 2007 in seguito a una sgenalazione dello Sportello unico per l’immigrazione istituito presso la Prefettura di Lucca. Si evidenziavano aspetti poco chiari in molte domande di nulla osta presentate per poter poi ottenere il permesso di soggiorno per extracomunitari. Numerosi stranieri (cinesi, marocchini, senegalesi, immigrati del Bangladesh) risultavano assunti dalla stessa società, alcuni avevano come indirizzo un miniappartamento dove avrebbero dovuto abitare in 17, i recapiti telefonici sembravano di comodo. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria, diretti dal maggiore Gabriele Di Guglielmo, hanno scavato a fondo e hanno scopero che dietro le 98 domande sospette c’erano quattro società con sede nel Capannorese che esistevano solo sulla carta. «Si trattava — hanno spiegato il comandante provinciale della finanza, colonnello Paolo Cussotto e il maggiore Di Guglielmo — di ditte ormai sparite da anni, magazzini chiusi o vuoti, macchinari inesistenti. Era rimasta solo la partita Iva, eppure queste ditte capannoresi, tre calzaturifici e una di manutenzioni metalmeccaniche, chiedevano di assumere manodopera straniera per far fronte alla crescita aziendale. Anche il domicilio indicato nelle domande presentate in Prefettura era incongruente». I finanzieri che hanno operato su delega del sostituto procuratore Fiorenza Marrara, hanno eseguito varie perquisizioni e acquisito testimonianze anche di intermediari delle varie realtà straniere a Lucca. La parola d’ordine dei quattro indagati era: «si può fare, ma ci vogliono 2 o 3000 euro a testa...». Le 98 domande, per la cronaca, sono state respinte.
Paolo Pacini
E’ terminato lo stage tenuto da Gianluca Girolami, danzatore e docente. I giovani partecipanti allo stage si esibiranno sabato 12 aprile all’interno del saggio di danza della scuola Art&Danza Arabesque, presentando una coreografia realizzata durante i giorni dello stage