Lucca, 22 aprle 2008 - Lo scrittore Marcello Venturi, noto per il bestseller "Bandiera bianca a Cefalonia", primo romanzo sull'eccidio nazista della Divisione Acqui sull'isola greca del mar Ionio, è morto, all'età di 83 anni, dopo una lunga malattia, a Molare, in provincia di Alessandria. L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie Camilla Salvago Raggi, precisando che il funerale avrà luogo domani alle 15.30, nel santuario Nostra Signora delle Rocche di Molare.
Nato a Seravezza (Lucca) in Versilia, nel 1925, Marcello Venturi ha cominciato a scrivere nel secondo
dopoguerra prima sulla rivista 'Il Politecnico', di Elio Vittorini, poi sulle terze pagine di vari quotidiani che
ospitavano sempre più spessi i suoi esemplari racconti. Giornalista all'Unita'' fino al 1956 e poi redattore della
casa editrice Feltrinelli, Venturi è stato uno dei più importanti scrittori italiani formatosi nella stagione del
neorealismo, rimasto fedele, in oltre mezzo secolo di attività e attraverso una ventina di libri, al suo impegno di
raccontare storie di 'poveri cristi', cioè dalla parte dei più deboli per mostrarne la grandezza spesso incompresa o volutamente ignorata. La sua narrativa, imperniata soprattutto sul tema della guerra e della resistenza, fonde
realismo e psicologismo con risultati, secondo la critica, molto interessanti.
Come narratore esordì nel 1952 con il romanzo 'Dalla Sirte a casa mia', con il quale vinse il Premio Viareggio opera prima, a cui seguirono 'Il treno degli Appennini' (Einaudi, 1956), 'Vacanza tedesca' (1959), 'L'ultimo veliero' (Einaudi,1962). Nel 1963 Venturi pubblicò da Feltrinelli 'Bandiera bianca a Cefalonia', recentemente ristampato dagli Oscar Mondadori, in cui raccontava la tragica fine, nel settembre 1943, pochi giorni dopo l'armistizio, di circa 10mila soldati italiani che si erano rifiutati di obbedire all'ordine dei tedeschi di consegnare le armi e di arrendersi. Tra i suoi titoli figurano anche 'Gli anni e gli inganni' (1965), 'L'appuntamento' (Rizzoli, 1967), 'Più lontane stazioni' (1970), 'Terra di nessuno' (1975), 'Il padrone dell'agricola' (1979, Premio Napoli).
Continuando l'approfondimento del mondo contadino, Venturi ha pubblicato il romanzo 'sconfitti sul campo'
(1982, Premio Stesa di narrativa)mescolando il dialetto piemontese a un italiano dimesso e colloquiale. Nel
romanzo 'Dalla parte sbagliata' (1985) ha narrato le vicende tra farsa e tragedia di una persona sfortunata che si trova continuamente nelle situazioni più sbagliate. In 'Il giorno e l'ora' (1987) ha descritto le fantasie, ormai giunte alla loro ultima espressione, di un orologiaio nel cui lavorio si può individuare la metafora del tempo scaduto.
Alla memoria autobiografica appartengono 'Sdraiati sulla linea' (1991), in cui Venturi ripercorre i motivi
ideologici e sentimentali che hanno alimentato le illusioni della sua generazione, e 'Tempo supplementare'
(Aragno, 2000), in cui si affollano ricordi e ritratti di personaggi di famiglia e protagonisti della vita culturale
italiana. Altre opere dell'ultima fase dell'attività narrativa di Venturi sono 'Collefiorito' (1993), 'Cinque minuti di
tempo' (1995), 'Via Gorkij, interno 106' (Sei, 1996). Proprio in questi giorni l'editrice Aragno sta pubblicando
'All'altezza del cuore', una raccolta di racconti di Venturi tra autobiografia e invenzione.
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