Accorciare le distanze tra i produttori e i consumatori. Ovvero eliminare il numero di intermediari commerciali a tutela della qualità della merce e a garanzia del prezzo. In due parole: filiera corta. Un progetto a cui il Comune di Lucca sta lavorando di concerto con la Provincia, le associazioni di categoria, oltre che con le sigle di settore Coldiretti, Upa e Cia
Lucca, 2 luglio 2008 - Nell’ultimo incontro, avvenuto nei giorni scorsi, la convergenza istituzionale è stata confermata. Il progetto — lanciato e sostenuto dall’assessore comunale alle attività produttive Filippo Candelise — è pronto da un po’. Manca solo la firma al protocollo d’intesa tra l’ente di Palazzo Ducale e il municipio. E poi, per essere più precisi, mancherebbe ancora la certezza per quanto riguarda la localizzazione dell’iniziativa.
L’idea più gettonata, a livello logistico, è quella del Foro Boario a Monte San Quirico, struttura che più di ogni altra si presterebbe all’uso. Innanzitutto per la localizzazione, appena fuori dalle Mura e facilmente raggiungibile sia dai mezzi degli operatori commerciali che dai clienti stessi. E poi per un motivo legato alle date: la location sarebbe disponibile per calendarizzare l’evento almeno due volte al mese. All’interno del mercato della filiera corta troveranno ospitalità gli stand degli agricoltori e dei produttori locali di vino e olio e altre prelibatezze della terra, ma tutte rigorosamente «made in Lucca». La territorialità e la tipicità sarà la conditio sine qua non per accedere al progetto. I clienti troveranno quindi solo prodotti del «paniere» previsto e stabilito da un apposito regolamento comunale. Regole che l’ente di Palazzo Orsetti sta già predisponendo per garantire la qualità e, allo stesso tempo, per tutelare i negozi al dettaglio di frutta, verdura e gastronomia.
L’obiettivo è quello di promuovere il «biologico» e chi lo produce, consentendo di proporre un prezzo finale al consumo più vantaggioso e, in egual misura, una remunerazione più equa per il produttore. Il mercato, che potrebbe avere una cadenza bisettimanale, rappresenterebbe un volano anche a livello turistico per promuovere le tipicità delle Lucchesia e, considerata la vicinanza del Foro Boario con il centro storico, attrarre facilmente i visitatori in particolare nella bella stagione.
Diego Casali
Qualcuno l'ha già ribattezzata la "strada del vino annacquato". A Camigliano infatti il cartello installato dall'amministrazione comunale di Capannori che segnala la via della buona acqua è finito accanto a quello che segnala invece la "strada del vino". Dubbio amletico: distrazione o accostamento voluto?