Con 38.485 imprese e 45.500 Unità Locali, la provincia di Lucca si conferma il 2° sistema economico della Toscana, dopo la sola e ben più grande Firenze. È questo il dato dal quale prende spunto e si sviluppa la relazione sulla situazione economica della provincia di Lucca, che il presidente della Camera di Commercio, Claudio Guerrieri, terrà lunedì 7 luglio, alle ore 10,00, nella Sala dell’Oro della sede camerale di corte Campana
Lucca - 4 luglio 2008 - La presentazione del rapporto sulle dinamiche dell’economia provinciale – divenuto ormai un appuntamento annuale rivolto in particolare al mondo delle istituzioni e dell’imprenditoria – oltre a costituire l’occasione per aggiornare in modo sistematico la conoscenza della realtà economica locale, rappresenta la base per una più mirata e consapevole individuazione delle politiche di programmazione per lo sviluppo locale. Di qui l’annunciata presenza, come ogni anno, di numerosi amministratori locali, insieme con i rappresentanti più autorevoli del mondo dell’economia e delle imprese. Oltre a Guerrieri, interverranno il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e il sindaco di Lucca, Mauro Favilla.
Il presidente della Camera di Commercio ha comunque reso note alcune anticipazioni sui principali aspetti strutturali del sistema-Lucca. Le 38.485 imprese denunciano dunque un alto tasso di imprenditorialità: un’impresa ogni 10 abitanti. All’interno di questo sistema, è forte la componente artigiana, che conta 14.600 imprese, e cioè il 38% del totale rispetto al 33% della Toscana. Nell’ambito della ripartizione delle imprese nei 3 tradizionali grandi settori, quello primario, (agricoltura) segna un ulteriore calo (dall’8,7% all’8,2% del totale) a conferma di una tendenza in atto in quasi tutte le province italiane. Il settore secondario (attività estrattive, manifatturiero, edilizia) registra una modesta crescita (dal 35,7% al 36,2%). Il terziario (commercio, turismo e servizi), infine, mostra una sostanziale stabilità, con una percentuale del 56% che rimane comunque superiore alla media nazionale e regionale.
Il comparto manifatturiero rimane l’asse portante del nostro sistema economico locale: qui operano 5.461 imprese (6.567 con le Unità Locali) che impiegano oltre 25.000 addetti. I 4 principali settori produttivi sono costituiti in Distretti o Sistemi Locali di Imprese.
Nel 2007, il cartario ha registrato un lieve calo della produzione (-1,1%) a fronte di un notevole aumento del fatturato (+9,5%), dovuto però all’appesantimento dei listini dei prezzi per il rincaro delle materie prime e dell’energia. La cantieristica, dopo anni di crescita consistente, si consolida con un modesto +0,3% alla produzione ed un +1,8% al fatturato. Per quanto riguarda il lapideo ed il calzaturiero – due settori segnati da una lunga crisi – si conferma invece l’inversione di tendenza registrata nell’anno precedente ed i dati 2007 vedono crescere, sia la produzione (lapideo +2,6%, calzaturiero +3%), sia il fatturato (rispettivamente +3,8% e +4,3%).
Considerando il comparto nel suo complesso, la componente industriale segna un +4,8% sul fatturato mentre quella artigiana, che rappresenta circa il 70% delle imprese, registra un -1,7%: una flessione lieve ed in linea con la media regionale (-1,6%).
Il territorio provinciale è suddiviso in quattro Sistemi Economici Locali (SEL): Piana di Lucca, Versilia, Mediavalle e Garfagnana. Anche per il 2007 si confermano rilevanti differenze fra il numero di imprese attive all’interno dei quattro sistemi: infatti la Versilia e la Piana di Lucca prevalgono nettamente sulla Mediavalle e sulla Garfagnana. La Versilia – all’interno della quale risultano attive ben 18.151 imprese - costituisce il principale SEL della provincia, seguito a distanza dalla Piana di Lucca, nella quale sono insediate 15.566 imprese. Di gran lunga distanziate da queste due realtà risultano la Mediavalle, con 2.479 imprese e la Garfagnana, con 2.289 imprese attive.
Dal punto di vista della composizione per ramo di attività economica, la Garfagnana si differenzia in maniera significativa dagli altri SEL per quanto concerne la consistenza delle imprese che operano nel settore dell’agricoltura, che rappresentano il 21,23% del totale, superando nettamente il dato medio provinciale (8,41%). Si verifica, invece, un sottodimensionamento per gli altri rami di attività economica: le imprese operanti nel settore industriale rappresentano infatti il 27,7% del totale (contro un dato provinciale del 36,24%), mentre le attività terziarie pesano per il 51,07%, dato inferiore a quello provinciale (55,35%).
Per quanto riguarda le altre aree, è da sottolineare una presenza ben distribuita delle attività industriali, con una leggera prevalenza della Versilia, dove il loro peso sul totale è del 37,15%, contro un 36,53% per la Piana di Lucca e un 35,62% per la Mediavalle.
Il numero delle aziende agricole in Versilia è contenuto (6,5%), ma di particolare importanza per l’area, mentre le attività terziarie fanno registrare il dato più elevato della provincia (56,3% del totale delle imprese), grazie al fenomeno turistico-balneare, con il settore commerciale, degli alberghi e dei ristoranti che da solo raggiunge il 35,1% delle imprese.
Un indicatore utile misurare lo stato di salute dell’economia provinciale è il valore aggiunto prodotto dalle imprese che operano sul territorio. Nel 2006, la provincia di Lucca ha prodotto una ricchezza pari a 8.478 milioni di euro, segnando un incremento del 4,2% contro una crescita a livello nazionale pari al 3,4%. Nei “Servizi” il valore aggiunto prodotto a Lucca è stato di 5.906 milioni di euro (pari al 69,7% del totale); seguono l’Industria, con 2.479 milioni di euro (29,2% del totale) e l’Agricoltura, con appena 93 milioni di euro ed un’incidenza dell’1,1%. Da evidenziare, inoltre. che Lucca si caratterizza per una più alta incidenza percentuale del valore aggiunto dell’industria rispetto alla Toscana (26,2%) e all’Italia (26,6%), a conferma della connotazione essenzialmente manifatturiera del sistema economico lucchese.
Qualcuno l'ha già ribattezzata la "strada del vino annacquato". A Camigliano infatti il cartello installato dall'amministrazione comunale di Capannori che segnala la via della buona acqua è finito accanto a quello che segnala invece la "strada del vino". Dubbio amletico: distrazione o accostamento voluto?