E’ scomparso ieri mattina all’età di 83 anni lo studioso Carlo Gabrielli Rosi. Lui, che era stato un partigiano e il fondatore del Museo storico della Liberazione, se n’è andato proprio alla vigilia della ricorenza di quel 5 settembre che nel 1944 vide Lucca liberata
Lucca, 5 settembre 2008 - I funerali si terranno domani alle 10 nella chiesa di San Leonardo dei Borghi. Nel giugno scorso era stato nominato grande ufficiale al merito della Repubblica italiana per benemerenze culturali e associative. La sua morte ha suscitato grande commozione. «Nel periodo bellico da studente liceale — ricorda l’amico Walter Ramacciotti — Gabrielli Rosi ebbe molto a cuore la salvezza del nostro territorio e con grande sacrificio riuscì ad evitare che le artiglierie dell’esercito tedesco potessero essere trasportate sulle Pizzorne. Nell’estate 1944 per quasi 50 giorni percorreva ogni giorno 40 km di terreno montagnoso: avvicinava i rastrellati sull’altopiano spiegando loro di non collaborare con i tedeschi. Riuscì a rallentare e vanificare il progetto. Se le artiglierie tedesche avessere raggiunto le Pizzorne, l’esistenza degli abitanti di Lucca e Valdinievole si sarebbe trovata in serio pericolo e i cacciabombardieri angloamericani avrebbero distrutto le retrovie da Bagni di Lucca a Borgo a Mozzano». Infaticabile storico, il suo ultimo lavoro è stato «Ricordi di guerra e di pace, donne e uomini della provincia di Lucca», mentre alcuni mesi fa aveva donato alla Scuola Normale il patrimonio librario e l’epistolario dello zio Michele Rosi, grande storico lucchese, che fu allievo dell’istituto pisano. Era un grande conoscitore anche del folklore, le sue opere (vari volumi di «Leggende e luoghi della paura» e de «Il linchetto») hanno rappresentato un utile strumento per tanti allievi.
Intanto il sindaco Mauro Favilla esprime cordoglio per la morte «di uno studioso che ha saputo tenere alta l’attenzione su un periodo storico, quello del secondo dopo guerra, che ha visto il forte coinvolgimento anche della nostra città e che proprio oggi (5 settembre) ci troviamo a ricordare in occasione della rievocazione della Liberazione. Anche il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, esprime «il profondo cordoglio personale e della Provincia tutta per la scomparsa di Gabrielli Rosi. Ci ha lasciati a poche ore dalla ricorrenza del 64° anniversario della Liberazione di Lucca dal nazifascismo, cui prese parte come attivo membro della Resistenza. Dedichiamo anche a lui le celebrazioni di questo 64° anniversario della Liberazione». Le cerimonie prevedono stamani alle 9,30 la Messa in S. Maria Corteorlandini, alle 10,45 a Palazzo Santini la commemorazione e quindi il corteo in piazza XX Settembre. Anche l’associazione culturale «La Casa Torre» esprime a nome dei soci e del presidente Daniela Bartolini, le più sentite condoglianze alla famiglia del professore, da anni stimato vice presidente dell’associazione. L’amico Bartolomeo Di Monaco sottolinea il suo ultimo cruccio: «non riusciva a capire come Lucca non ricordasse più il leggendario Manrico Ducceschi, detto “Pippo”, che tanto ha fatto per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo».
Un po' di tempo fa il Comune di Lucca ha fatto disegnare una striscia gialla per terra in via Mazzini per indicare che un certo spazio era riservato alle ambulanze. Ma come vediamo in questa foto inviataci da un lettore, le ambulanze non trovano posto e sono costrette a parcheggiare... in seconda fila