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CRIMINALITA'

Falsi incidenti: 2 arresti e 42 denunce per truffe

Una truffa in piena regola è quella che è stata messa in piedi ai danni di numerosi automobilisti, assicurazioni e finanziarie. L’operazione della squadra radiomobile della questura di Lucca, illustrata ieri mattina nel corso di una conferenza stampa, in collaborazione con quelle di Pisa e di Livorno, ha permesso però di mettere la parola fine a tutta l’attività illegale che ha coinvolto numerose persone

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polizia Lucca, 6 settembre 2008 - Sono 42 infatti gli indagati nel complesso, tra cui anche qualche lucchese. Tutte persone che, a vario titolo, collaboravano, si fa per dire, ad una serie di truffe per falsi incidenti, le «gabbianate» come venivano chiamate in gergo tecnico. Giovedì mattina dunque la Squadra mobile di Lucca ha tratto in arresto su ordinanza di custodia cautelare Barbara Berti, 42enne di Pisa e di origini sinti, e Andrea Calloni, 35enne di Livorno, ai quali viene contestato il reato di associazione a delinquere e truffa ai danni di assicurazioni e finanziarie. Calloni, tra l’altro, è anche titolare di un’azienda infortunistica stradale, la Rc antinfortunistica di Livorno.
 


I due insomma, con auto prese a noleggio, reclutavano «attori» da far recitare nel corso di alcuni episodi di falsi incidenti stradali, cosicché poi avrebbero potuto tranquillamente truffare le assicurazioni. In alcuni casi, a quanto raccontato dagli agenti, tali «attori» si sarebbero stesi sul manto stradale a mo’ di feriti proprio pochi attimi prima dell’arrivo di forze dell’ordine o soccorritori. A testimonianza del fatto che i raggiri venivano fatti a regola d’arte, la presenza di veri e propri certificati medici che avrebbero dovuto garantire come il danno fisico, in realtà, c’era davvero. Certificati che poi, almeno questa è l’ipotesi che si è andata formando nel tempo, sarebbero stati presumibilmente «gonfiati» da alcuni medici compiacenti. Medici che, però, non sono rimasti all’oscuro per troppo tempo.
 


L’operazione della Questura di Lucca infatti, che è andata avanti per circa otto mesi, è arrivata a individuare anche loro: si tratta di una donna, S.S., 47 anni, e di un uomo, C.E., 44 anni, entrambi della provincia di Pisa, a cui è stata notificata l’ordinanza di divieto di esercizio della professione medica per due mesi. L’attività della questura di Lucca, Pisa e Livorno in realtà, è la conseguenza della ben più ampia e articolata operazione denominata «Beagle Boys 2» del febbraio 2006, che portò all’arresto di una banda di 14 persone, molte delle quali residenti o domiciliate al campo nomadi di Lucca. La nostra città infatti era la base operativa principale. La banda si era macchiata di numerosi furti commessi a danno di uffici postali, banche, farmacie, ville e appartementi di lusso. Obiettivo principale la cassaforte.

Cristiano Consorti










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