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Corsa al "restyling" del Porta Elisa

Sembrava di essere presenti a uno sfratto esecutivo, altro che passaggio di consegne. Fino all’ultimo Fouzi Hadj, presidente di quel che resta della Lucchese Libertas, ha voluto tenere sul filo di lana i dirigenti dello Sporting Lucchese e i rappresentanti dell’amministrazione comunale

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Lucca, 9 settembre 2008 - Era stato concordato che entro le 8 di ieri mattina la Lucchese Libertas avrebbe lasciato lo stadio e liberato i locali delle proprie cose. Sembrava anche che arredi e macchine potessero essere presi in affitto dalla nuova società del presidente Giuliano Giuliani. Invece una telefonata di Massimo Kutufà, per conto del presidente, aveva fatto decadere ogni accordo e al Comune era arrivata una lettera a firma Fouzi Hadj con cui si annunciava la impossibilità a restituire lo stadio e si chiedeva, nel contempo, una proroga del termine all’11 settembre per aspettare la decisione del Tar in merito al ricorso per l’utilizzo del Porta Elisa. A questo punto il Comune non ha voluto sentire ragioni: è scattato, così, l’ultimatum. Se entro le 12 di ieri la Lucchese Libertas non avesse provveduto a consegnare le chiavi, si sarebbe proceduto all’accesso forzoso. Non ce n’è stato bisogno. Si è, infatti, presentato Lamberto Cotrozzi nelle vesti di rappresentante della società, e ha materialmente fornito le chiavi. A quel punto Comune e Sporting hanno potuto ufficialmente e sostanzialmente prendere possesso dell’impianto. I consiglieri Scaltritti e Nieri, l’assessore Moschini, il dirigente del Comune Marchi, il custode del Porta Elisa Reni, il magazziniere Marcucci, Santoro e, in precedenza, anche Giuliani, hanno effettuato una sorta di visita guidata per capire che cosa c’è da fare per essere in regola domenica prossima per l’esordio casalingo contro il Cecina.

 

Alla fine è stato un vero e proprio cahier de doléances. Il quaderno delle lamentele riguarda innanzitutto le condizioni del Porta Elisa, giudicate all’unanimità «critiche» dopo quattro mesi di pressoché totale abbandono. Se non fosse stato per la cooperativa Giusti e per il custode Reni, a quest’ora il terreno di gioco sarebbe una ammucchiata di sterpaglie e niente più. Lo stadio avrà bisogno di una bella ripulitura se non, addirittura, di un restyling vero e proprio: basti pensare che i bagni, complessivamente, hanno 18 lavandini da sostituire e sei pannelli (nella foto a sinistra) delle porte sfondati e da rinnovare. «Non parliamo — ha spiegato Scaltritti — dell’impianto di riscaldamento, delle caldaie, di quello idrico e di quello elettrico. Tutti necessitano di manutenzione straordinaria e urgente. Purtroppo la vecchia società non ha sgomberato i locali costringendoci a trasferire il materiale all’interno della palestra. Il presidente Giuliani si è assunto l’impegno di risolvere il problema dell’accesso e della presenza allo stadio dei portatori di andicap». Per fare gli abbonamenti si è dovuta liberare la biglietteria di Pc e mobili. A ieri sera erano state sottoscritte 60 tessere.

 










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