Due ore per scampare alla tragedia. Centoventi benedetti minuti per sfuggire alla furia omicida degli attentatori. Ivano Fucci — 23 anni di Porcari e già vicedirettore dell’ufficio «Enit» di Mombai, oltre che studente del Campus del Mediterraneo di Lucca — si è salvato per miracolo
Lucca, 28 novembre 2008 - Il giovane lucchese ha passato l’intera giornata di mercoledì dentro l’ormai tristemente noto «Oberoi Hotel» di Mumbai, dalle 8 del mattino fino alle 20 per partecipare a alla convention dell’ente nazionale per il turismo insieme a molti altri connazionali. All’interno dell’albergo ieri è stata una giornata di terrrore con un blitz delle forze speciali indiane per sgomberare l’edificio dai terroristi.
Ma, per fortuna, Ivano ha potuto seguire l’evolversi della delicata situazione dalla sua abitazione nel quartiere di Bandra, nel cuore della città indiana a circa 15 chilometri dalle bombe. «Sono uscito dall’albergo alle 20.15 circa dopo una giornata di lavoro — spiega relativamente tranquillo al telefono — e poi sono andato a casa. Due ore dopo è successo il finimondo. Ho avvertito subito i miei genitori e i miei fratelli che stavo bene e la mia fidanzata Paola che studia anche lei al Campus». Attraverso «Skype» — il telefono video on-line — Ivano ha mantenuto sempre i contatti con Lucca, con i suoi affetti e anche con la stessa Università che ha sede a Monte San Quirico. Fucci è uno studente del Cdl, ha frequentato il corso di laurea triennale ma e poi, avendo trovato occupazione all’Enit in India, ha deciso di trasferisi là. Torna comunque spesso in Italia per sostenere gli esami della laurea specialistica. Di lui, al Campus, parlano come del «classico» studente modello, un bravo ragazzo nella vita privata e in quella sociale. «Qui mi trovo benissimo — racconta Fucci — il lavoro è molto gratificante e sono davvero soddisfatto. Torno spesso a Lucca per la famiglia e per studio. Ho già il biglietto aereo in tasca per il 18 dicembre quando verrò a casa per passare le vacanze di Natale. Non voglio affatto scappare, ci mancherebbe. Il clima è comunque teso. Questa mattina (ieri ndr) sono uscito di casa cinque minuti per comprare il giornale e, nonostante qui siamo molto lontani dal luogho dove sono avvenuti gli attentati, la tensione è palpabile. La gente è spaventata. Ho capito subito che non era la giornata ideale per passeggiare... Per strada — chiude Ivano — ci sono tantissimi poliziotti armati. Si capisce che l’inferno è dietro l’angolo».
Un inferno a cui il mondo intero ha potuto osservare in diretta attraverso le «breaking news» delle televisioni internazionali. Immagini devastanti di terrore e morte. Immagini di una tragedia che lascerà un segno indelebile anche nell’animo di Ivano.
Diego Casali
Sir Neville Marriner (nell'angolo in fondo a sinistra), uno dei direttori d'orchestra più famosi al mondo, si è fermato in città per una cena alla Buca di S.Antonio, accolto dallo chef Giuliano Pacini. Sir Marriner si è fermato a colloquiare con Marcello Parducci, presidente dell'Aml, il quale ha chiesto al Maestro di collaborare con la realtà musicale lucchese (foto Alcide)