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TRAGEDIA SULLE APUANE

Podista morto: oggi ci sarà l'autopsia
Lo strazio dei colleghi della polstrada

Dolore e sgomento per morte di Giuseppe Bordigoni, l'agente della Polstrada che ha perso la vita mentre partecipava allla Alpi Apuane Sky Race. I suoi colleghi, oltre alle bandiere a mezz'asta, hanno tenuto le luci dell'ufficio accese tutta la notte, "un modo - hanno spiegato - per far capire che lui era ancora qui con noi"

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bordigoni Massa, 22 luglio 2008 - Si terranno probabilmente domani i funerali di Giuseppe Bordigoni, il 49enne che ha perso la vita domenica mentre partecipava alla Alpi Apuane Sky Race. Il magistrato Enrico Corucci ha disposto l’autopsia che sarà effettuata stamani all’obitorio dell’ospedale Versilia. Ieri mattina il dirigente della Polizia Stradale della Toscana, Sergio Tinti, ha reso omaggio alla salma ed ha annunciato che parteciperà ai funerali che non si sa se si terranno a Montignoso dove Bordigoni resideva, o a Massa.

 

La tragedia ha duramente provato i colleghi dell’agente che, oltre alle bandiere a mezz’asta, hanno tenuto le luci dell'ufficio accese tutta la notte, un modo per segnalare che lui era ancora lì con loro. "Era tornato dalle ferie venerdì e questa mattina (ieri, ndr) quando ho aperto l'ufficio era tutto in ordine con la cartellina dei documenti che dovevo firmare chiusi nel cassetto - racconta il comandante della sezione massese della Polstrada, Marina Listante -. C'era l'ultima informativa che aveva compilato sabato, prima di quella gara. Giuseppe Bordigoni era il migliore di tutti noi, una persona cara con la quale non c’è mai stato il minimo screzio. Sul lavoro era coscienzioso e preciso, non a caso era stato scelto per fare da autista all’allora presidente della Repubblica Ciampi, in occasione della sua visita ufficiale nel 2004 alla nostra provincia. In passato aveva svolto anche attività giudiziaria con risultati egregi, tanto che pochi mesi fa aveva ricevuto una lode per un'operazione svolta nel 2001 che aveva portato a condanne pesanti per i soci di un'azienda che smerciava cerchi in lega fuori norma. Non era salito sul palco perché doveva fare una visita medica ma era molto contento per quel riconoscimento. Era stato anche all’ufficio automezzi e, prima della disgrazia, si occupava dell’infortunistica e dell’addestramento del personale delle 'volanti', svolgendo sempre le sue mansioni in maniera brillante".

 

"Non faceva più servizi esterni - prosegue il comandante - e forse questo lo ha spinto a misurarsi con se stesso nello sport. Sapevamo che si stava preparando per andare alla maratona di New York e della sua partecipazione alla Sky Race non aveva avvisato neppure Cesare Dell’Amico, il collega che lavorava a suo fianco e che dirige il Team MarbleMan per cui gareggiava: se lo avessimo saputo lo avremmo fatto desistere. Domenica doveva gareggiare con un suo amico che però è arrivato tardi a causa di un incidente e non è partito: se fosse stato con lui, chissà se l’incidente sarebbe avvenuto. Perdere un amico per un sasso che rotola è inaccettabile. Adesso staremo vicino alla sua famiglia".

 

Intanto alcuni atleti che hanno partecipato alla stessa gara hanno portato la loro testimonianza. "Avevamo notato dei movimenti, ma sul momento nessuno di noi sospettava nulla di grave. L’ho saputo all’arrivo, a Fornovolasco, che uno degli atleti era morto. Siamo sconvolti, tutti. Eppure la gara, portata a termine, era stata organizzata benissimo, anche con tante misure di sicurezza". Parole di Luca Ciolli, atleta di Sovigliana che corre per una squadra di San Miniato e che domenica mattina era fra i 306 podisti alla partenza del 'Race' apuano a Fornovolasco.

 

Bordigoni era esperto e prudente, e invece è precipitato nel Canale dei Carrubi, tra la Foce di Valli e il rifugio Del Freo. Al 'Race' partecipava anche l’Atletica Capraia e Limite: "Quella che doveva essere una bella giornata di festa e di sport è stata segnata dal dolore - spiega il presidente Marco Cannizzaro - . So che Bordigoni, quando è scivolato, aveva oltrepassato il tratto più difficile e si trovava vicinissimo ad un punto di soccorso. Mi è stato detto che aveva cercato di aggrapparsi ad un ramo prima di precipitare".

 

Purtroppo lo sky running benché non sia considerato uno sport estremo, è comunque molto pericoloso perchè si corre su percorsi accidentati e con dislivelli di oltre mille metri.

Annalisa Donadel

 









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