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STOP AI MOROSI

Requisite tre cave che non pagavano la tassa marmi

Giro di vite contro chi non paga la tassa marmi: da palazzo civico sono partiti i primi stop alla concessione di escavazione per tre società nei bacini di Battaglino e Piastriccioni. Verifiche anche su un’altra decina di aziende nelle solite condizioni. E' la prima volta che a Carrara si ricorre a una misura così drastica nei confronti delle aziende morose

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Cave di marmo Carrara, 24 luglio 2008 - Linea dura del Comune contro le cave morose. Da palazzo civico sono partiti i primi procedimenti di caducazione nei confronti di tre cave 'irriducibili' alla tassa marmi. Il sindaco Angelo Zubbani, per la prima volta nella storia cittadina, ha dato il via alla pratica di caducazione della concessione all’escavazione per tre società nei bacini di Battaglino e Piastriccioni.

 

La drastica e ferma iniziativa è stata presa dalla giunta in seguito alla relazione della commissione mista prevista all’interno del regolamento degli agri marmiferi formata da Comune, Asl, Camera di commercio, associazioni di categoria. Fra le priorità di questa amministrazione c’era quella di dare una regola al far west che governa il mondo del lapideo: i 5 milioni di euro di morosità accumulatisi dal 2004 in poi non andavano giù al sindaco che immediatamente ha dato l’input alla commissione specifica di verificare lo stato delle insolvenze al monte.

 

Sono così partiti solleciti e lettere a una decina di aziende per consentire ai 'pierini' del lapideo di mettersi in regola. La maggior parte dei concessionari ha battuto i tacchi e rispoto con piani di rientro e di ammortamento agli inviti del Comune. Tre sono risultati completamente irriducibili. Nei confronti di queste da palazzo è partita quindi la linea dura, anche per dare un senso di giustizia a chi ha sempre ottemperato a tasse e balzelli.

 

Così a distanza di un anno, dopo il passaggio della commissione, la giunta per la prima volta ha avviato per morosità il procedimento di caducazione della concessione nei confronti di tre aziende: la pratica sarà ora vagliata dal consiglio comunale e, a meno che gli irregolari non saldino entro l’assise, scatterà il blocco della lavorazone.

 

Nel frattempo la commissione continua le verifiche su un’altra decina di aziende che risultano morose nei confrontidel balzello sul marmo. Anche per il secondo elenco partirà la procedura prevista: solleciti, piani di rientro e in caso di rifiuto a qualsiasi forma di collaborazione, la chiusura definitiva dei cantieri. Si tratta del primo provvedimento drastico assunto dall’amministrazione comunale contro chi non rispetta il regolamento sui balzelli relativi al marmo.

 

La decisione anche in seguito all’accordo sottoscritto nel tavolo di concertazione fra sindaco e categorie che ha fruttato a palazzo l’arrivo di nuove entrate vitali per il bilancio di palazzo e per salvare la città da tagli o nuovi balzelli ai cittadini.

Cristina Lorenzi

 









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