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URBANISTICA

Alberghi e atelier per rilanciare il marmo

Sono in fase di discussione alcune modifiche al piano strutturale del regolamento urbanistico per permettere una maggiore valorizzazione delle cave di marmo, incentivando il turismo e la lavorazione in loco della pietra. Tra le iniziative, la costruzione di atelier per scultori e artigiani all'interno delle segherie e la messa a punto di strutture ricettive destinate ai turisti vicino ai bacini marmiferi

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Cave di marmo Carrara, 2 ottobre 2008 - Se l’economia del marmo è in crisi, se la concorrenza estera si fa sempre più agguerrita e pericolosa, se le nostre cave si impoveriscono a causa di uno sfruttamento forse troppo feroce e talvolta sconsiderato, è ormai chiaro che occorre pensare a un modo differente di concepire il pianeta-lapideo, con tutte le attività ad esso connesse.

 

Le alternativa alla mera estrazione ed esportazione - e forse anche la soluzione alla crisi che a detta degli esperti non potrà che divenire sempre più palese in un futuro neppure troppo lontano - si chiamano turismo e lavorazione in loco.

 

L’assessore all’Urbanistica Andrea Vannucci, con la collaborazione della commissione Marmo e Attività produttive, sta mettendo a punto delle importanti modifiche al piano strutturale del regolamento urbanistico per promuovere un rilancio a tutto tondo del mondo legato al marmo.

 

È in fase di discussione un progetto che permetterà alle aziende presenti al piano di ampliare le proprie strutture per costruire degli spazi ricettivi riservati ad artigiani, artisti, scultori. Un modo per incentivare la lavorazione in loco dei blocchi sul fortunato modello della vicina Pietrasanta, che da tempo segue con grande successo questa formula.

 

Ad oggi, le aziende che intendono attuare iniziative del genere, devono seguire un complesso iter che fa capo alla Regione: con questa modifica al piano strutturale, invece, il procedimento diverrà notevolmente più snello e soprattutto più agevole.

 

Non solo. Per dare nuovo slancio al turismo legato alle nostre cave, sono previsti radicali cambiamenti anche per quanto riguarda le aziende a monte: "Dalla costruzione di strutture e punti ristoro pensati ad hoc per i turisti, alla creazione di spazi d’accoglienza in prossimità dei principali e più spettacolari bacini marmiferi, sono davvero molte le inziative per creare opportunità ma soprattutto maggiori risorse al turismo locale", ha spiegato Fabio Traversi, presidente della commissione Attività produttive.

 

In cantiere ci sarebbero non solo la valorizzazione delle cave, ma anche quella dei paesi a monte, attraverso la costruzione di alberghi e di percorsi turistici che riescano mettere in luce le tradizioni storiche, culturali e folcloristiche legate alle nostre montagne.

 

"Intendiamo dare vità a un progetto di ampio respiro, che metta in risalto le bellezze del territorio, dal mare alla cava", ha precisato Traversi. Insomma, un modo di concepire il marmo 'oltre il marmo', di riscoprirne e sfruttarne le enormi potenzialità ad oggi lasciate fin troppo in secondo piano.

Agnese Pini










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