Primo atto, davanti alla corte d'Assise di Perugia, del processo a carico di Roberto Spaccino, l'ex camionista di Marsciano accusato dell'omicidio della moglie, Barbara Cicioni, di 33 anni, incinta all'ottavo mese. L'uomo, dal carcere di Terni in cui è rinchiuso, ha sempre ribadito la sua estraneità al delitto
Perugia, 19 giugno 2008 - Tutti in aula. Comincia stamani il processo contro Roberto Spaccino (nella foto), l’ex camionista di Marsciano accusato di aver ucciso la moglie, Barbara Cicioni, 33 anni incinta all’ottavo mese, nella loro villetta di Compignano la notte tra il 24 e il 25 maggio dell’anno scorso. Davanti alla Corte d’Assise di Perugia (presidente Giancarlo Massei, a latere Andrea Battistacci e sei giudici popolari) va 'in onda' la prima udienza del processo.
Gli avvocati dell’imputato, Luca Gentili e Michele Titoli, intendono chiedere la citazione di 185 testi. Circa 90 invece quelli indicati dal pubblico ministero Antonella Duchini, una trentina dei quali sono gli stessi indicati dalla difesa. Spaccino, attualmente rinchiuso nel carcere di Vocabolo Sabbione, ha sempre sostenuto la sua estraneità al delitto. E oggi sarà presente in aula.
La parte civile è rappresentata dai genitori della donna uccisa, i due figli minori della coppia Nicolò e Filippo rispettivamente di nove e cinque anni, e quattro associazioni per la tutela dei diritti delle donne. La 'Rete delle donne umbre', già da ieri aveva anticipato un sit-in davanti al tribunale. Spaccino ha sempre sostenuto che nel momento in cui la moglie venne uccisa, lui non si trovava in casa ma a far e un lavoro nella loro lavanderia. Ha quindi ipotizzato che qualcuno entrò nella villetta durante la sua assenza, approfittando forse di una persiana lasciata semiaperta.
Secondo l’uomo, la moglie morì quindi nel corso di un furto o di una rapina. Agli inquirenti l’ex camionista ha riferito che una volta rientrato trovò la donna ormai morta in camera da letto. Per la procura di Perugia, invece, Spaccino uccise volontariamente la moglie. Oltre che per l’omicidio, il pm ha chiesto e ottenuto che il trentottenne di Marsciano venga processato per maltrattamenti nei confronti della moglie, per avere provocato l’interruzione della sua gravidanza, per aver simulato il furto nella villetta e per false dichiarazioni.
Secondo la ricostruzione accusatoria, dunque Spaccino, arrestato il 29 maggio dai carabinieri, avrebbe ucciso la moglie al termine dell’ennesima lite. In particolare, ritengono gli inquirenti, percosse e soffocò la donna, provocandone la morte, simulando successivamente una rapina per sviare i sospetti. Gli avvocati Michele Titoli e Luca Gentili, invece, in sede di udienza preliminare hanno ribadito la tesi che sia stata una banda di ladri a penetrare quella sera all'interno della villetta di Compignano e a uccidere Barbara. Roberto Spaccino ha più volte chiesto di poter incontrare i suoi due figli, che dopo un periodo di tempo in cui sono stati affidati a una casa-famiglia del Trasimeno, adesso vivono a Roma con uno zio materno.
Enzo Beretta
Il 19 giugno alle 21.30, nel Sagrato della Basilica di San Francesco ad Assisi, Albertazzi incontra due protagonisti della storia dell'antica Roma, Giulio Cesare e Adriano, attraverso la testimonianza dei grandi autori della letteratura di ogni tempo e luogo (da Plutarco a Shakespeare). Con lui la voce di Evelina Meghnagi e le percussioni di Armando Vacca