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INSEGUIMENTO IN SUPER STRADA

In fuga senza patente né assicurazione
Clandestini bloccati dalla stradale

Hanno visto alzarsi la paletta dell'agente che gli intimava l'alt e sono scappati a tutta velocità. Quando la pattuglia li ha raggiunti e bloccati, sono venute fuori le sorprese. L’albanese che era alla guida non aveva la patente, perché mai conseguita, e la vettura era sprovvista dell’indispensabile copertura assicurativa. L’altro che era con lui in auto era clendestino e senza documenti

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polstrada Perugia, 13 ottobre 2008 - Un arresto e un rimpatrio immediato dopo un inseguimento lungo il raccordo autostradale Perugia-Bettolle. Sono due clandestini albanesi (entrambi di 28 anni) gli ‘obiettivi’ di un inseguimento - e poi dell’arresto - da parte di una pattuglia della Polizia Stradale del compartimento di Perugia. E le cose gravi sono che chi guidava non aveva mai preso la patente, e che l’auto non aveva l’assicurazione.

 

E’ successo sabato verso l’una. La pattuglia della Stradale stava effettuando una serie di controlli relativi alle guide sotto l’effetto di droghe e alcol. Gli agenti si sono subito insospettiti quando hanno visto arrivare una Ford Escort cabriolet che teneva un’andatura non proprio moderata. E’ scattato immediatamente l’alt, ma il conducente dell’auto quando ha visto l’agente con la paletta alzata ha pigiato sull’acceleratore e ha subito guadagnato qualche centinaio di metri. La pattuglia della Polizia stradale però in pochi istanti è arrivata in scia della Ford. L’inseguimento a tavoletta è continuato lungo il raccordo fino all’uscita della galleria di Piscille, dove l’auto della Stradale ha raggiunto, superato e costretto a fermarsi la Escort.

 

Immediatamente sono venute fuori le sorprese. Innanzitutto l’albanese che era alla guida non aveva la patente, perché mai conseguita, e la vettura era sprovvista dell’indispensabile copertura assicurativa. Inoltre il giovane albanese, domiciliato a Montefalco, pregiudicato, aveva gli obblighi di firma. Poi ha deciso improvvisamente di fare il 'duro' tentando di aggredire anche gli agenti. Gli è andata decisamente male perché subito è stato 'domato' e definitivamente calmato con le manette. L’arresto non lo ha evitato, anche per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

 

L’altro che era con lui in auto, non si trovava in una situazione migliore: clandestino e senza documenti. Prima è scattato il fermo, poi il rimpatrio coattivo. E dal momento che l’aeroporto di Sant’Egidio può disporre di voli di linea per Tirana, il giovanotto - che tra l’altro è originario di quella città - è stato imbarcato su un aereo diretto in Albania e rispedito nel Paese di origine. Tornerà indietro col primo volo utile da Tirana? Più che un rischio è una minaccia. Da evitare. 

Giuseppe Smuraglia










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