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Macchia: «Fondamentale vaccinare i bambini»

Torna l’allarme morbillo In aumento i ricoveri

IMPENNATA nei casi di morbillo. Anche Pisa non è immune dal nuovo allarme che, da un capo all’altro dello Stivale, segna una ripresa di questa temibile malattia infettiva. A raccomandare at...
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2008-05-26
IMPENNATA nei casi di morbillo. Anche Pisa non è immune dal nuovo allarme che, da un capo all’altro dello Stivale, segna una ripresa di questa temibile malattia infettiva. A raccomandare attenzione e a rilanciare l’importanza della vaccinazione è il professor Pierantonio Macchia, direttore dell’Unità Operativa I di Pediatria del Santa Chiara. Proprio in questa struttura sono aumentate le richieste di soccorso da parte dei medici. Solo negli ultimi giorni sono stati ricoverati due ragazzi e altri si sono presentati chiedendo di essere osservati per la sintomatologia presentata.

«IL MORBILLO — osserva il professor Macchia — è una malattia infettiva molto contagiosa, il rischio di trasmissione tra contatti stretti (in famiglia, a scuola) è infatti molto elevato (90% circa). La malattia si manifesta con febbre alta, tosse, congiuntivite e una caratteristica eruzione della pelle che dal viso si estende a tutto il corpo. Il morbillo ha fatto parte della storia dell’infanzia di molti genitori e nonni, quando la mamma ci metteva a letto accanto al fratello maggiore o al compagno di classe perché la malattia potesse attecchire e non si dovesse correre il rischio in futuro. Era, allora, ritenuta generalmente una malattia non pericolosa. Non è così, il morbillo è, al contrario, una malattia temibile, che richiede l’ospedalizzazione in circa il 18% dei casi e le complicanze, che sono più frequenti negli adolescenti e nei giovani adulti, si verificano nel 30% dei pazienti, tra queste la più grave è l’encefalite, che colpisce un caso su mille. A questo proposito è bene ricordare che nei primi sei mesi del 2002 si è verificata in Italia un’epidemia: in Campania, la Regione più colpita, migliaia di bambini si sono ammalati ed il morbillo ha causato 20 encefaliti e 4 morti».

ECCO DUNQUE l’importanza della vaccinazione: «Come è noto, alla vaccinazione contro il morbillo è associata quella contro la rosolia e la parotite. La prima dose della vaccinazione trivalente — continua la studioso — viene fatta a 13-15 mesi di età e poi una dose di richiamo a 5-6 anni. La vaccinazione trova una precisa indicazione anche nei più grandi, soprattutto adolescenti e giovani adulti che non si siano ammalati sinora. Da sottolineare il fatto che la vaccinazione praticata entro 72 ore dal contagio può essere efficace nel prevenire il morbillo o quantomeno nell’attenuarla. La vaccinazione non è gravata da effetti collaterali significativi. Si tratta per lo più di fenomeni lievi e di breve durata, come dolore, rossore e gonfiore sul punto di iniezione oppure febbre lieve o moderata, rash cutaneo modesto. La raccomandazione ai genitori di proteggere il proprio bambino con la vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia è forte».

«LA VACCINAZIONE — spiega il professor Macchia — ha scarsissime controindicazioni. In particolare, è da sottolineare che una storia di allergia anche grave alle proteine dell'uovo non viene più considerata una controindicazione a questi vaccini. Tuttavia anche in Toscana, come nella maggior parte dei paesi europei, non si è raggiunta una copertura vaccinale sufficiente per debellare completamente il morbillo. Di conseguenza quella che stiamo osservando oggi è una ripresa della malattia annunciata. A chi ha fatto solo una dose, raccomando di fare subito quella di richiamo. Per chi non è stato mai vaccinato, o non si ricorda di esserlo stato, e sia nato dopo il 1963, si consigliano due dosi a distanza di almeno un mese l’una dall’altra. Inoltre, in caso di contatto stretto con un paziente con morbillo, è indicata la vaccinazione entro 72 ore dal contagio».
Guglielmo Vezzosi









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