2008-06-07
di FEDERICO CORTESI
«IL LIVELLO di sicurezza è sostanzialmente buono, in linea, se non addirittura migliore, di quello di pari realtà demografiche. Tuttavia, inutile nasconderlo, anche qui la situazione non è idilliaca: fortunatamente non sono presenti realtà delinquenziali tipiche della criminalità organizzata, ma ciò nonostante, sono molteplici le forme di criminalità che minano la tranquillità delle nostre famiglie, facendo così calare la percezione della sicurezza e, di conseguenza, la fiducia nelle istituzioni». Parole del colonnello Edoardo Lepre, comandante provinciale dei carabinieri, ieri alla festa per il 194° annuale della fondazione dellArma che si è svolta al campo scuola «Cino Cini» a Barbaricina, alla presenza di numerose autorità.
«NON È, la nostra, una provincia facile ha affermato il comandante Lepre . Anche qui si sono purtroppo affermati coaguli delinquenziali, perlopiù costituiti da flussi migratori irregolari, che hanno finito per monopolizzare alcune attività illecite quali spaccio e prostituzione e che, in talune zone, minano, specialmente nelle ore serali e notturne, la tranquillità, la libera circolazione e il normale sviluppo delle relazioni sociali dei residenti. Sono presenti alcuni insediamenti, abusivi e non, di rom e di soggetti appartenenti a varie etnie balcaniche che destano un certo allarme sociale nella cittadinanza».
«SONO profondamente convinto ha aggiunto il colonnello Lepre che la sola adeguatezza dell attività repressiva, specialmente in un paese in cui, a detta di molti, non cè certezza della pena , non sia sufficiente a garantire la tranquillità del cittadino. La gente non vuole solo che un delinquente venga punito, vuole soprattutto che certi fatti, di cui purtroppo le cronache sono piene, non accadano. Ordine e sicurezza: in altre parole vivibilità del territorio e futuro per i nostri figli. Questo è il nostro scopo. Questo potremo raggiungere: a patto però che tutti, politici ed istituzioni, mantengano, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, quella compattezza e quella coralità dintenti che ci hanno sinora contraddistinto».