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Due ore e mezzo di fumo e fiamme sotto il ponte alle Bocchette

Bruciano le baracche dei rom

UN CUMULO di cenere, travi rosicchiate dalle fiamme e ridotte a esili assicelle che si sgretolano solo soffiandoci sopra. Tutt’intorno un fumo nero e un odore acre difuliggine che brucia nelle n...
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2008-09-21
UN CUMULO di cenere, travi rosicchiate dalle fiamme e ridotte a esili assicelle che si sgretolano solo soffiandoci sopra. Tutt’intorno un fumo nero e un odore acre difuliggine che brucia nelle narici.

TRAGEDIA sfiorata ieri pomeriggio all’accampamento abusivo sotto il ponte alle Bocchette, l’ennesimo ingoiato dalle fiamme dopo che uno spaventoso rogo, sprigionatosi da un’auto per cause accidentali, si è propagato alle baracche e alle masserizie accatastate nel canneto. Per fortuna non ci sono state vittime perché le fiamme sono divampate nel pomeriggio, intorno alle 16.30. E i nomadi accampati in quel terreno hanno avuto il tempo per mettersi in salvo. Sono stati loro stessi a dare l’allarme ai vigili del fuoco, non appena si sono resi conto che le fiamme — che credevano di poter domare da soli — stavano invece avvolgendo tutto a grande velocità. In un attimo si è creata una nuvolaglia di fumo che si è posata, come una coltre di nebbia, proprio su quel tratto di superstrada che si intreccia con il ponte alle Bocchette. I pompieri hanno così dovuto allertare le forze dell’ordine per regolamentare la viabilità, essendoci il rischio di tamponamenti a catena.

IL ROGO è stato domato solamente intorno alle 19, con l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco da Pisa e il supporto di un’autobotte dal distaccamento di Cascina. Alla fine la conta dei danni è pesante: quattro baracche andate in fumo e anche diverse carcasse di auto. Gli accampati hanno seguito le operazioni di spegnimento con trepidazione, vedendo sparire sotto le fiamme tutti i loro averi. In quell’accampamento — l’ennesimo alloggio di fortuna spuntato fra i canneti lungo l’argine del fiume da un giorno all’altro— magari prima solo una roulotte e, dopo una settimana, una baracca di legno e lamiere — ci vivevano alcuni nuclei familiari, poco più di una decina di persone fra cui bambini, che adesso sono rimasti senza un tetto. In serata sono stati contattati gli operatori dei servizi sociali per provvedere a una sistemazione per la notte.

L’INCENDIO di ieri ripropone con drammaticità la situazione degli accampamenti abusivi, della loro pericolosità in termini di sicurezza innanzitutto per gli occupanti e dell’impatto sociale. Nonostante gli sgomberi forzati e gli abbattimenti di baracche, il problema è sempre vivo e presente. L’ultimo censimento di accampamenti abusivi realizzato a gennaio dalla Società della salute stimava la loro presenza in una settantina circa di nuclei familiari, per un totale di oltre 200 persone fra cui un’ottantina di minori. L’ubicazione, sotto il ponte alle Bocchette e nei canneti circostanti, a Putignano (sempre zona Bocchette), al canneto del Cep, al Fiume Morto, al ponte del Cep, a Barbaricina, al bastione della Cittadella e alle piscine della Cittadella.
e.d.m.









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