Italia news
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA

Prato

SANITA'

"Emodialisi, è un inferno", la denuncia degli infermieri

Gravi carenze strutturali e organici insufficienti a garantire l'assistenza minima ai pazienti dializzati. La forte denuncia arriva dal personale infermieristico di una delle attività più delicate durante l’assemblea organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. La situazione descritta dagli addetti è allarmante

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Paziente sottoposto a dialisi Prato, 20 febbraio 2008 - "Lavoriamo in condizioni precarie, con gravi carenze strutturali e organici insufficienti a garantire l’assistenza minima ai pazienti dializzati". Il grido di dolore degli infermieri e degli operatori sanitari della sezione di emodialisi dell’ospedale di Prato, si è levato durante l’assemblea organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. La situazione descritta dagli addetti è allarmante.

 

Piccole stanze dove sistemare i malati in dialisi, spazi insufficienti per accogliere i pazienti che arrivano nel reparto in barella, che si riducono ancora di più se il magazzino - troppo esiguo - dove riporre strumenti e materiale è pieno. Non è raro, secondo le varie testimonianze emerse, vedere le lettighe ammassate nel corridoio.

 

Inoltre, i pazienti in cura che sono aumentati negli ultimi anni senza che sia aumentata la capienza della struttura spesso devono fare la fila per attendere un macchinario libero oppure nel caso ci sia posto per tutti, in varie stanze, diventa difficile se non impossibile per gli infermieri seguirli tutti. E per ultimo - ma probabilmente per i cittadini-utenti è la cosa peggiore - manca assolutamente un locale ‘astanteria’ dove far riposare i malati dopo la dialisi, che è un trattamento pesante per l’organismo che va a incidere nella maggioranza dei casi in un quadro clinico delicato.

 

Invece, queste persone con un’insufficienza renale che devono ricorrere al processo che purifica il sangue almeno tre volte alla settimana (per 3-4 ore) attraverso un’apposita macchina, il rene artificiale, dopo la dialisi vengono subito 'dimesse' e rimandate a casa. Ma quella con il personale di emodialisi che fa capo all’unità operativa di nefrologia, non è stata l’unica assembla che ha visto impegnati, ieri, i rappresentanti sindacali delle tre sigle. Anche gli infermieri in servizio nel distretto nord e in tutta la Valbisenzio (compresi, dunque, i comuni di Vaiano, Vernio e Cantagallo) hanno aderito con percentuali che toccano il 90% all’agitazione, sospendendo il servizio e inviando i cittadini al centro 'Giovannini'.

 

L’assemblea che li ha visti protagonisti ha fatto emergere la loro 'delusione' per non poter garantire la minima assistenza ai pazienti, a causa dell’esiguo numero di addetti, così come era avvenuto per i reparti ospedalieri. L’agitazione proseguirà fino all’incontro con i vertici dell’Asl 4: sul tavolo saranno posti tutti problemi denunciati dagli infermieri delle singole strutture e il nodo cruciale del rinnovo del contratto.

Elena Duranti

 









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

programma di teatro

'Questo buio feroce'
Al Teatro Metastasio

'Questo buio feroce', lo spettacolo di Pippo Delbono in scena al Metastasio fino al 24 febbraio, mutua il titolo dal libro autobiografico di Harold Brodkey. Nel testo, l’autore americano ucciso dall’Aids racconta gli ultimi anni della propria vita. Nello spettacolo di Delbono sono altri i richiami: da Emily Dickinson ad Artaud, da scritti dello stesso Delbono alla voce di Joan Baez, mentre immagini potenti trovano nella musica un complemento necessario